Mai sentito parlare di Wallabies?
Se si prova a “googlare” la parola spuntano fuori numerosi articoli sia di semplici commentatori ma anche di grandi testate giornalistiche, opinioni contrastanti che vanno in direzioni diverse.
Chi lo definisce come il nuovo modo per rivoluzionare lo scouting attraverso l’intelligenza artificiale chi sostiene che non sia altro che un modo per “mettere da parte” l’uomo come del resto sta facendo ormai tutta l’industria 4.0.
Ma cosa intendiamo effettivamente quando troviamo scritto la parola Wallabies?
Siamo all’interno del calciomercato: nel mondo degli acquisti e cessioni degli atleti calcistici.
La missione che ci si pone  non è altro che scoprire o meglio scovare per primi i campioni del futuro attraverso appunto l’intelligenza artificiale.
Supponiamo il caso che la dirigenza di un qualsiasi club volesse  individuare tra i giocatori registrati nel database di Wallabies il giovane che, per caratteristiche tecniche e di gioco, più si avvicina Cristiano Ronaldo, sarebbe in grado di avere la risposta e anche in pochissimo tempo attraverso questa start up.
Il particolare software, attraverso l’uso di algoritmi e statistiche, paragona e confronta dati e valori dei giocatori, elaborando ben 580 variabili tecniche, da quelle base alle più complesse.
Pertanto, permette di gestire e processare migliaia di informazioni sulle caratteristiche tecniche dei singoli calciatori, in modo da potersi aggiudicare l’atleta con un doppio vantaggio, spendendo meno e risparmiando tempo.
Tra i servizi offre l’identificazione per ogni singolo calciatore professionista tutti i dilettanti con caratteristiche simili e i suoi comparabili per prestazioni a livello mondiale supportando così il management dei club di calcio nell’attività relativa agli acquisti; permette, altresì, di valutare e stimare il valore dei giocatori attraverso la metodologia del confronto del prezzo con calciatori simili, emettendo, inoltre, reportistica standard o anche personalizzata.
Precisando e presupponendo che l’occhio di un esperto non potrà mai essere sostituito del tutto è possibile comunque affermare che attraverso le analisi  di Wallabies si può ridurre e agevolare la ricerca di un possibile acquisto passando da migliaia a poche decine di calciatori, ma poi le decisioni finali  spettano sicuramente all’uomo.
Tutte le applicazioni  che riguardano l’intelligenza artificiale sono sicuramente di grande supporto e dovrebbero essere usate come tali, non per sostituire l’uomo; proprio in questo panorama si inserisce Wallabies, il nuovo osservatore robotico che può rivoluzionare il mondo del calciomercato.

 

 

Jessica Rossolini

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