“Il cambiamento nel mondo è una costante. C’è stata un’epoca in cui dovevi saper cavalcare e portare le carrozze. Poi sono arrivati i treni e le auto e abbiamo avuto bisogno di ingegneri. I lavori variano ma il lavoro resta. Vedo questi fenomeni in continuazione in Paesi differenti. Figure professionali che spariscono e altre che nascono.  L’importante è che aziende e governi preparino le persone a questo nuovo mondo. Il tuo atteggiamento mentale deve essere di apertura”. Questa è una delle frasi più significative che Tim Cook, Ceo di Apple, ha pronunciato in un suo recente intervento a Milano di fronte a giovani studenti universitari.

Questa frase racchiude un messaggio di fondo di positività: il cambiamento spesso spaventa, ma in realtà offre sempre straordinarie occasioni di crescita. Ciò vale per le persone e, soprattutto, per le imprese, di ogni dimensione e settore.

L’importante è saper cogliere le cosiddette “chance of trends, ossia le enormi opportunità di sviluppo e generazione di valore che i megatrends in corso del XXI Secolo possono generare, se affrontati con strategie proattive e focalizzate.

Queste chances sono molteplici, sia nei settori più propriamente tradizionali, che in quelli innovativi. Una prima convinzione da eliminare, infatti, è di pensare che i settori tradizionali della cosiddetta old economy siano tagliati fuori dalla rivoluzione digitale della 4° Rivoluzione industriale. Questo non è vero, perché il riorientamento digitale dei loro modelli di business può agevolare il consolidamento dei loro vantaggi competitivi. Il focus deve essere d consapevolezza e vision strategica: la trasformazione digitale è un fattore “needed to play”, ossia indispensabile non solo per eccellere ma anche per sopravvivere nel XXI Secolo.

Una volta acquisita questa consapevolezza, che deve pervadere la proprietà, il top management e tutta l’organizzazione aziendale, si tratta di approfondire alcuni megatrends del cambiamento per comprenderne le opportunità di di generazione di valore. Di seguito si elencano alcuni settori di particolare interesse proprio per le loro potenzialità di sviluppo.

INDUSTRIA 4.0 E SMART MANUFACTURING

Internet of everything, intelligenza artificiale e robotica, realtà aumentata, nanotecnologie, integrazione tecnica digitale, big data, cloud, data analysis, e altre: sono alcune delle principali tecnologie abilitanti che le imprese sono chiamate a inserire nella propria organizzazione. E’ il settore più conosciuto del cambiamento in corso, ma non per questo meno più importante: i suoi effetti sono come un tsunami che le imprese sono chiamate ad affrontare con consapevolezza e pro attività, sia per difendersi che per crescere.

Questa strategia di trasformazione digitale, infatti, può essere validamente supportata attraverso gli strumenti della finanza agevolata, ordinaria e straordinaria. Inoltre la formazione manageriale supporta lo sviluppo delle nuove figuri professionali richieste per il governo di questi nuovi processi digitali.

CUSTOMER RELATIONSHIP MANAGEMENT

Nel contesto di ipercompetizione digitale la gestione del cliente, del suo “ciclo di vita”, diviene sempre più strategica. Customer e brand experience sono alla base delle nuove strategie di marketing relazionale: ciò richiede il supporto di sistemi digitali evoluti di CRM, capaci di sviluppare analisi preventiva e gestione proattiva di ogni relazione con i clienti, attuali e potenziali, per aumentare engagement, loyalty, equity.

MODELLI DI RICAVI “DA SERVIZI”.

La digitalizzazione dell’economia consente la disintermediazione distributiva e lo sviluppo di rapporti diretti con i consumatori finali. Qgni impresa ha ora maggiori possibilità, se gestisce proattivamente le relazioni con i propri utenti, di vendere non solo il prodotto tipico, ma anche servizi accessori e integrati, contigui al core business. Il digitale agevola questa diversificazione di composizione dei fatturati aziendali, più legati a “modelli di ricavi da servizi”. Questi ricavi da servizi, soprattutto di natura immateriale, spesso possono controbilanciare la maturità o il declino dello stesso prodotto tradizionale.

START-UP, SHARING E APP ECONOMY

L’innovazione imprenditoriale oggi passa soprattutto attraverso il fenomeno delle start-up, capaci di incanalare le nuove energie creative del XXI Secolo, soprattutto giovanili, di natura shumpeteriana. Questa forma sviluppo si lega molto alla nuova “economia della condivisione” che la relazionalità digitale oggi agevola e rende possibile: fenomeni come Airbnb, ad esempio, sembravano impensabili solo fino a pochi anni fa.  La disintermediazione distributiva digitale, la crescita esponenziale dell’utilizzo dei device mobili per accedere ad Internet ed ai social favorisce anche lo sviluppo dell’app economy: ogni modello di business aziendale del futuro dovrà contare su un accesso digitale tramite app, per evitare lo spiazzamento da altri concorrenti. Si pensi all’e-banking.

Questi trend si legano e alimentano vicendevolmente: non a caso molte nuove app di successo nascono proprio come start-up digitali.

CYBERSECURITY E OPEN INNOVATION

Lo sviluppo delle comunicazioni digitali pone anche rilevantissimi problemi di sicurezza, per le persone, ma anche per le imprese, le istituzioni e gli Stati. Si apre, dunque, un mercato interessantissimo per lo sviluppo delle soluzioni tecnologiche capaci di garantire la sicurezza globale di ogni organizzazione.

Dall’altro lato, questo processo sviluppa anche nuove forme “aperte” di generazione di innovazione: le piattaforme digitali possono supportare processi partecipativi e condivisi di generazione di valore creativo, anche tra imprese ed enti pubblici.

TURISMO E CULTURA 4.0

Quali sono i settori non tradizionali che possono privilegiare come e più degli altri delle nuove forme di comunicazione digitale, soprattutto in Italia? Il turismo e cultura. Questo vale non solo per le imprese che operano in questi comparti, ma anche per le risorse paesaggistiche, naturali e culturali. Il new marketing territoriale è un altro settore che offre straordinarie occasioni di crescita digitale, per competere su basi paritarie con le destinazioni di tutto il mondo.

GOLD ECONOMY PER LA LONGEVITA’ ATTIVA

Non esiste solo la 4° rivoluzione industriale. Anche tutti gli altri megatrends del cambiamento in corso sono in grado di offre alle imprese notevoli opportunità di sviluppo. Un esempio per tutti è rappresentato dalla cosiddetta “gold economy”: la crescita della speranza di vita della popolazione è un indice di qualità, ma porta con sé anche le esigenze di gestione dell’invecchiamento. Esistono bisogni di assistenza per quote crescenti di popolazione: il terzo settore e l’imprenditorialità sociale divengono così importanti occasione di generazione di valore. Ma c’è uno spazio di nuova imprenditorialità anche per sviluppare la “longevità attiva”, ossia per rendere l’anziano un protagonista del proprio tempo libero: si pensi alle attività per la formazione della terza e quarta età, lo sport ed il turismo.

In conclusione, si può dire che le opportunità dei megatrends sono molteplici e possono contribuire sia a rivitalizzare modelli di business tradizionali che a crearne di nuovi, anche molto promettenti.

Per sfruttare tutte queste opportunità, ovviamente, per le imprese è necessario il supporto di partner qualificati, sia per il sostegno finanziario di questi nuovi modelli organizzativi e forme di imprenditorialità, sia per la formazione manageriale delle figure professionali indispensabili per gestire i conseguenti processi cambiamento aziendali.

Mario Becchetti

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto studi direzionali

Area Marketing e Comunicazione