Nel settore sanitario emerge prepotentemente, sia in ambito europeo che italiano, il contributo apportato dall’evoluzione digitale.
Come tutti sanno, infatti, i sistemi sanitari di tutti i Paesi occidentali devono affrontare le sfide dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento esponenziale delle patologie cronico-degenerative, e quindi necessario utilizzare nuovi sistemi di comunicazione e nuovi sistemi di gestione del welfare sanitario.
Lo stesso concetto di salute, come diritto sancito dalla costituzione, si è evoluto nell’accezione di stato di benessere, concretizzandosi in una richiesta di servizi alla persona quantitativamente maggiore, più qualificata e personalizzata: l’intervento medico si sta spostando dalla cura della malattia clinicamente conclamata alla cura dei fattori di rischio, anticipando il momento dell’intervento e generando un aumento esponenziale delle prestazioni di counseling, diagnostiche e terapeutiche, il che vuol dire fare sempre di più con minori risorse.
Secondo l’Osservatorio ICT in Sanità del Politecnico di Milano la spesa ICT per la Sanità in Italia nel 2016 è stata complessivamente di 1,12 miliardi di euro vale a dire il 5% in meno rispetto allo scorso anno e l’1,1% del totale della spesa sanitaria pubblica.
I tagli alla Sanità italiana impongono una riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale: investire in innovazione potrebbe rappresentare l’unico modo per migliorare il Servizio stesso.
Considerando l’elevatissima diffusione di device mobili, come smartphone e tablet, è necessario preparare il terreno per un utilizzo sistematico legato alla Sanità digitale; infatti, secondo un recente studio realizzato in Francia dalla Società di Revisione Pricewaterhouse Coopers, una diffusione massiva di questi strumenti potrebbe contribuire a una gestione ottimizzata sia delle malattie croniche sia delle conseguenze legate all’invecchiamento della popolazione, due priorità a livello europeo.
I benefici legati all’introduzione dell’ICT non si fermano all’uso di smartphone e tablet: sempre secondo il Politecnico di Milano, infatti, si potrebbe conseguire un risparmio di 15 miliardi di euro all’anno attraverso investimenti pianificati , legati, in particolare, alla Cartella Clinica Elettronica, alla digitalizzazione dei referti sanitari, e al servizio di ritiro e download digitale dei documenti.
A queste soluzioni va doverosamente aggiunto il Fascicolo Sanitario Elettronico, la cui realizzazione sistematica, secondo un Rapporto Assinform, potrebbe portare a risparmi stimabili in oltre 2,2 miliardi di euro.
Secondo uno studio del 2014 eseguito dall’Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Ricoh, eseguito su un campione composto da dirigenti di strutture ospedaliere, di aziende produttrici di dispositivi medicali e del settore farmaceutico, il 51% dei dirigenti europei del Settore Sanitario afferma che nei prossimi tre anni l’IT avrà un forte impatto sui modelli di business.
Quando è stato chiesto loro in quali aree la capacità di adattarsi al cambiamento fosse fondamentale hanno attribuito la stessa importanza a:

– miglioramento dei processi legati al core business (34%);

– assunzione di nuovo personale (34%);

– acquisizione e fidelizzazione dei clienti (34%);

– ottimizzazione della supply chain (34%);

– adozione di nuove tecnologie (32%).

La maggior parte del campione (71%), ha affermato che la propria organizzazione debba riuscire a trasformarsi più rapidamente nei prossimi tre anni se vuole essere pronta per il futuro, e il 78% dei dirigenti si sta impegnando affinché questo cambiamento si attui il prima possibile.
In Italia i risparmi complessivi ottenuti a seguito dell’introduzione dell’Information and Communication Technology nel Settore Sanitario sono stimati attorno all’11,7% della spesa sanitaria nazionale (12,4 miliardi di euro); si calcola che i soli risparmi derivanti dall’introduzione delle ricette digitali siano pari a 2 miliardi di euro.
Secondo uno studio di Accenture sulle nuove tecnologie e il settore sanitario pubblicato nel 2015, grazie all’utilizzo degli smartphone sarà sempre più possibile offrire una vasta gamma di servizi sanitari context-based (individuando le persone nel luogo dove sono in quel momento), come, ad esempio, i pazienti di un’azienda sanitaria potranno essere abilitati a visualizzare i dati del proprio percorso clinico, favorendo anche l’aderenza alle terapie prescritte.
Sempre secondo Accenture, inoltre, è necessario utilizzare i dati del patrimonio informativo del settore salute, purtroppo allo stato spesso frammentati, per migliorare i processi e favorire efficienza ed efficacia dei servizi offerti.
Lo sfruttamento delle social technology e i loro riflessi sulla rete di relazioni dei gruppi aziendali e di imprese, le nuove competenze per governare processi di apprendimento e interazione ottenuti attraverso la digital transformation ci aiuteranno a creare nuove professionalità più imprenditoriali per realizzare un salto quantico anche nel settore della sanità.
In questo senso è necessario considerare la tecnologia non solo come puro recupero di efficienza ma come il solo reale potenziale di innovazione di una azienda; in poche parole, bisogna che le aziende si sforzino di superare la logica dell’ automation delle operazioni per creare invece una “knowledge augmentation del capitale umano” in quei compiti che le macchine non possono (e forse non potranno) ancora fare.
Ricevere contenuti innovativi, crearli e distribuirli sono le nuove skills dei managers del futuro, un futuro che è già oggi: tutti questi contenuti dovranno essere gestiti in termini di comunicazione avanzata attraverso tutti i sistemi tecnologici; questa fase di cambiamento che stiamo attraversando ci costringerà a formarci e organizzarci permettendoci di essere al passo con un futuro che è già qui.

 

 

Anna Masturzo

Area Marketing Digitale