Tra gli effetti più marcati della quarta Rivoluzione industriale – quella determinata dallo sviluppo della connettività digitale e dell’Industry 4.0 – c’è la possibilità di usufruire agevolmente delle nuove tecnologie in pressoché qualsiasi luogo. È curioso ricordare come quelli che un tempo venivano definiti “supercomputer” occupavano stanze intere mentre oggi la loro potenza di calcolo è ampiamente superata da dispositivi capaci di stare nella tasca dei pantaloni, e fa un certo effetto sapere che, secondo quanto affermato dai ricercatori di Google nel 2012, “La capacità di elaborazione per effettuare una ricerca con Google è la stessa che è stata necessaria per tutte le operazioni in volo e a terra realizzate nell’ambito del programma Apollo”.

Secondo le stime, entro il 2019 saranno 3,5 miliardi le persone in possesso di uno smartphone. Si tratta di un dato in costante crescita sul quale concordano anche gli addetti ai lavori del settore IT. In un’indagine del Global Agenda Council on the Future of Sotfware and Society pubblicata nel 2015, l’organo del Forum economico mondiale ha chiesto ad 800 manager quando le nuove tecnologie diverranno di totale dominio pubblico e quali conseguenze determineranno nella vita di tutti i giorni di individui, organizzazioni private ed istituzioni pubbliche: tra i 21 cambiamenti elencati, l’81% degli intervistati è convinto che entro il 2025 nove persone su dieci utilizzeranno uno smartphone e che ciò darà vita a processi irreversibili.

È da notare che, stando a quanto riportato da Google nel Marzo 2015, già oggi in vari Paesi, soprattutto asiatici, si preferisce usare i telefonini anziché i computer, come dimostra il fatto che alcuni Stati come Singapore, Corea del Sud ed Emirati Arabi Uniti sono attualmente molto vicini a raggiungere tale soglia critica. Questo trend è favorito da fattori quali politiche sociali orientate all’aggiornamento tecnologico e una maggiore capacità di elaborazione e varietà di modelli a fronte dei minori costi di tali articoli elettronici.

È una tendenza che porta con sé indubbi vantaggi: la diffusione di device capaci di connettersi ad internet permette una maggiore partecipazione alla vita economica da parte delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo, l’accesso ad un mercato più ampio, maggiori occasioni di lavoro (sia per gli imprenditori che per i lavoratori). E naturalmente la disponibilità dell’enorme massa di informazioni reperibile nel web favorisce una maggiore partecipazione civica, una più trasparente amministrazione della cosa pubblica, il dialogo tra i popoli e la circolazione di idee (basti pensare al ruolo avuto dai social network nell’insorgere della Primavera araba).

Ovviamente accanto a questi benefici non bisogna dimenticare alcuni pericoli di non poco conto, come l’impatto ambientale, la reperibilità continua, la mancanza di una netta separazione tra vita privata e professionale, la frammentazione politica, la diffusione di ideologie populiste e, soprattutto, la possibilità di manipolare l’informazione, per esempio amplificando una particolare versione di un fatto fino a far perdere di valore la verità oggettiva. Non a caso la post-verità è stata scelta come parola dell’anno 2016 dagli Oxford Dictionaries.

Ma, in conclusione, nonostante questi aspetti, la diffusione di nuovi modi di lavorare e vivere pare offrire ben più opportunità che rischi, e in questo scenario lo smartphone sembra essere lo strumento ideale da avere, sempre più potente ed utilizzato, imponendosi come uno dei simboli dell’epoca attuale e della sua flessibilità e dinamicità a livello socio-economico.

Laura Coppola

Management Academy Sida Grou, ISD – Istituto Studi Direzionali