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LA “NUVOLA” D’ORO DELLE RISORSE ON DEMAND

Il Cloud Computing, sistema di erogazione di risorse informatiche, crescerà del 19,4% entro i prossimi 5 anni, per un giro d’affari intorno ai 141 miliardi di euro entro il 2019.

Il settore più coinvolto sarà quello delle Telecomunicazioni con un tasso di sviluppo del 22% annuo.

Una “nuvola informatica” che vale 141 miliardi di euro. Vola il Cloud Computing, mercato in forte crescita: grande opportunità per lo sviluppo delle Pmi che puntano sui servizi digitali. Ma cos’è, in sostanza, il Cloud Computing? E quali imprese lo utilizzano? In informatica con il termine inglese cloud computing (in italiano nuvola informatica,, appunto) si indica un paradigma di erogazione di risorse informatiche, come l’archiviazione, l’elaborazione o la trasmissione di dati, caratterizzato dalla disponibilità on demand attraverso Internet a partire da un insieme di risorse preesistenti e configurabili. Questi servizi offrono, innanzi tutto, la possibilità di esternalizzare le risorse hardware e software garantendo la possibilità di lavorare ovunque ci si trovi. E risolvono i problemi legati all’archiviazione dei dati e alla necessità di continui backup. Grazie al Cloud vengono meno, inoltre, i rischi legati alla perdita di dati: in caso di danni materiali ad hardware e software non vi è alcun rischio per i dati archiviati sulle “nuvole pubbliche”. Secondo il rapporto diffuso da IDC (International data Corporation), ovvero il centro ricerche e analisi americano, specializzato in tecnologia dell’informazione, telecomunicazioni e sviluppo software, la crescita del public cloud vivrà un momento particolarmente florido. Infatti si parla di una crescita annua del 19,4% entro i prossimi 5 anni, per un giro d’affari intorno ai 141 miliardi di euro entro il 2019. Il cloud, in sintesi, mette a disposizione degli utenti spazi di conservazioni o elaborazione di dati. Si tratta di un sistema estremamente semplice già utilizzato, inconsapevolmente da molti utenti: basta pensare ai servizi di geolocalizzazione forniti dagli smartphone, o ad esempio alle applicazioni che permettono di ascoltare musica. E sempre secondo Idc le Pmi con meno di 500 dipendenti giocheranno un ruolo davvero fondamentale nella crescita del settore. Si stima che saranno proprio queste a contribuire al 40% della spesa complessiva. Il settore più coinvolto sarà, secondo le previsioni, quello delle Telecomunicazioni con un tasso di sviluppo del 22% annuo. In forte crescita (+20% annuo) anche media, Pubblica Amministrazione, Education e trasporti.

I VANTAGGI DEL CLOUD

I servizi Cloud offrono alle aziende l’opportunità assai comoda di esternalizzare la propria infrastruttura hardware e software, così da poter lavorare da qualsiasi posizione ci si trovi. Basta un laptop, un pc, un tablet o uno smartphone. Una svolta importante per chi volesse improvvisamente indire una conference call da una parte all’altra del mondo. Inoltre l’azienda non ha più nessuna preoccupazione inerente agli aggiornamenti e al backup dei dati, in quanto il tutto viene gestito e conservato appunto sulla Cloud. Nessun pensiero, inoltre, per quel che riguarda il furto di dati fisici o la perdita degli stessi in caso di incendio. E nessun pensiero anche se dovesse mancare la corrente elettrica, visto che la sua infrastruttura si trova in centri di calcolo completamente ridondati. Ma c’è di più, secondo Claudio Del Boca, Partner Manager di Swisscom, che ha organizzato a Milano l’evento “Cloud Business Solutions”, una maggiore sicurezza per le aziende sarebbe data dal conservare i propri dati nel Cloud con base in Svizzera. Il motivo? E’ molto semplice: la Svizzera è un Paese neutrale, centrale in Europa, e stabile sotto ogni punto di vista. Soprattutto sotto il profilo economico, garantito dalle leggi sulla protezione dei dati, molto differenti dal resto d’Europa. Ma, seppure siano molti, e assolutamente convincenti, i punti di forza di questa nuova tecnologia, non ci dimentichiamo che parliamo sempre di sistemi non infallibili. Il grado di sicurezza per quanto riguarda la protezione dei dati è prossima al 100%. Appunto, prossima. Non totale.

I PUNTI DEBOLI DEL CLOUD

Utilizzare un servizio di cloud computing per memorizzare dati personali o sensibili, espone comunque l’utente a potenziali problemi di violazione della privacy. In quanto i dati personali vengono memorizzati nelle Server Farms di aziende che spesso risiedono in uno stato diverso da quello dell’utente. Quindi il cloud provider, in caso di comportamento scorretto o malevolo, potrebbe accedere ai dati personali per eseguire ricerche di mercato e profilazione degli utenti. Ma questa è solo una delle tante criticità poste in essere dal sistema. Ad esempio: con i collegamenti wireless il rischio sicurezza aumenta e si è maggiormente esposti ai casi di pirateria informatica, a causa della minore sicurezza offerta dalle reti senza fili. Nel caso di industrie o aziende, tutti i dati memorizzati nelle memorie esterne sono seriamente esposti a eventuali casi di spionaggio industriale. Inoltre potrebbero intervenire anche problemi internazionali di tipo economico e politico quando dati pubblici sono raccolti e conservati in archivi privati, situati in un paese diverso da quelli degli utenti della “nuvola”. E ancora: delegando a un servizio esterno la gestione dei dati e la loro elaborazione l’utente si trova fortemente limitato nel caso in cui i suddetti servizi non siano operativi (out of service). Ultimo, ma non meno importante, la difficoltà di migrazione dei dati nel caso di un cambio del gestore Cloud. Non esistendo uno standard definito tra i gestori dei servizi, un eventuale cambio di operatore risulta estremamente complesso. Tutto ciò risulterebbe estremamente dannoso in caso di fallimento del gestore dei servizi cui ci si è affidati. Insomma, la piattaforma Cloud rappresenta il futuro delle telecomunicazioni, in particolar modo per le Pmi. Ma non eccelle per sicurezza. Spezziamo comunque una lancia a suo favore: nel web e nel mondo del digitale, non esiste alcun sistema perfetto. Tantomeno quando si tratta di sicurezza dei dati trattati. Il malaware è sempre dietro l’angolo. Però basta preservare la propria azienda dalla trasmissione, e quindi esposizione, di dati sensibili. Come? Con un po’ di sano buonsenso, alla vecchia maniera, quella analogica.

Fabio Di Giulio

Direttore Editoriale