news_aggiornamento_guida-920x764di Antonio Morano – Management Academy Sida Group – Area Europrogettazione

L’attività dell’europrogettista è, in questo momento di difficile accesso al credito ed al capitale di rischio, una delle professioni più promettenti e che offre ottime prospettive di crescita professionale.

Per le imprese, che hanno necessità di trovare nuove risorse, un contributo europeo rappresenta una imperdibile opportunità di sviluppo.

Allo stesso modo, per gli enti locali, i fondi europei rappresentano una via obbligata per realizzare progetti innovativi non supportabili con finanziamenti ordinari.

L’europrogettista è, dunque, un professionista esperto dei principali programmi europei e delle tecniche e metodologie di europrogettazione, la sua attività è finalizzata al reperimento di finanziamenti europei, sia per le imprese che per gli enti pubblici.

Per svolgere l’attività di europrogettista la legge italiana non richiede l’iscrizione a particolari albi o registri, né particolari titoli di studio. Tuttavia sono richieste una serie di conoscenze e capacità specifiche per lavorare bene e con successo. In Italia, oggi, molti fondi restano inutilizzati per mancanza di competenze e per affrontare gli standard elevati della Commissione serve un approccio metodologico e la conoscenza delle tecniche di redazione della proposta di progetto.

L’europrogettista deve conoscere a fondo il contesto istituzionale e sociale di riferimento, gestire il lavoro in team, avere forti competenze relazionali e di project management e creare una rete di contatti. Inoltre, le conoscenze e capacità necessarie per lavorare bene come Europrogettista sono le seguenti:

  • conoscenza dei bandi su cui lavorare, incluse le modalità di rendicontazione. Questa conoscenza può essere acquisita leggendo la documentazione relativa al bando. Tuttavia, spesso, documentazione è ridondante: si tratta, nella maggior parte dei casi, di centinaia di pagine che confondono e scoraggiano chi affronta questo mestiere in modo privo della professionalità richiesta. Al contrario, un europrogettista ben preparato è in grado di reperire velocemente in tali documenti le informazioni di cui necessita, conoscendo quali siano le parti più importanti da cui iniziare.
  • capacità di strutturare il progetto, sia sotto l’aspetto del programma di lavoro che del budget, in maniera coerente con la griglia di valutazione contenuta nella documentazione. In particolare, in questa fase, è necessario capire bene i criteri di valutazione. La cosa migliore sarebbe accumulare esperienza: alla fine del processo di selezione la valutazione di ogni progetto viene trasmessa al progettista. Dopo aver esaminato molte valutazioni, e cioè dopo aver presentato molti progetti, i criteri di valutazione risultano molto più chiari. Questo processo, però, richiede un lungo periodo di prova. Le indicazioni di progettisti esperti, invece, accorciano i tempi di apprendimento evitando di dover ricorrere ad un processo di apprendimento basato su prove ed errori.
  • capacità di strutturare il progetto in maniera coerente con gli obiettivi e se previste le priorità annuali. Questo richiede un esame approfondito del testo del programma e del bando. E’ inoltre necessario conoscere bene (o ottenere il supporto di qualcuno che conosce bene) il settore in cui si progetta. Infine, poiché i progetti finanziano lo sviluppo di strumenti e metodologie innovative, è necessaria una buona dose di creatività, in modo da produrre idee progettuali che oltre a essere coerenti con obiettivi e priorità, siano innovative.
  • conoscenza di organizzazioni di altri Paesi, in maniera da costituire partenariati diversificati geograficamente e con le competenze necessarie per realizzare l’idea progettuale. Anche in questo caso è utile rivolgersi a progettisti che hanno già una propria rete.
  • conoscenza dell’inglese (e possibilmente di almeno altre due lingue dell’unione europea), perché i contatti coi potenziali partner e la gran parte dei materiali sono in inglese e capacità di scrittura. I progetti possono essere in genere scritti anche in Italiano, ma scriverli in inglese fa risparmiare tempo ai partners e ai valutatori. Inoltre l’idea progettuale deve essere ‘venduta’ bene, perciò è necessario saper scrivere in maniera efficace.
  • capacità di saper lavorare in autonomia e sotto stress. Il lavoro del progettista è un lavoro solitario, si trascorrono molte ore davanti al pc, a leggere documentazione e a perfezionare il progetto. Altre ore debbono essere impiegate nel contatto con i partner, da cui vanno raccolte informazioni e documenti e con cui è necessario negoziare ruolo e budget nel progetto. È necessario rimanere motivati e organizzare il proprio lavoro in modo da rispettare la scadenza. La supervisione di un progettista esperto aiuta a programmare meglio i tempi, a ridurre gli errori e a mantenere la calma.

In ragione della sempre maggiore competizione per aggiudicarsi i finanziamenti europei, l’attività del professionista dell’Europrogettazione implica il continuo aggiornamento e la sistematica attivazione di relazioni pubbliche, mentre i percorsi formativi professionali mirano all’aggiornamento degli strumenti dell’Europrogettazione, della metodologia di progettazione e delle fasi di vita del progetto, ovvero il PCM (Project Cycle Management).

Occorre quindi formarsi per affrontare il mondo competitivo dell’europrogettazione, e aggiornare le proprie competenze continuamente, partecipando a incontri, conferenze e percorsi formativi specialistici, al fine di apprendere la capacità progettuale di elaborare proposte innovative ed in linea con gli obiettivi dell’Unione, in modo di presentare proposte competitive a livello europeo.