Indici ROI e ROE, non solo numeri.

L’analisi di bilancio effettuata con l’utilizzo di indici è uno degli strumenti basilari del sistema di controllo di gestione, indispensabile per agevolare l’analista nell’esprimere giudizi sulla struttura finanziaria ed economica. Anche il codice civile prevede (art. 2428) che la Relazione sulla Gestione al Bilancio debba contenere un’analisi fedele, equilibrata ed esauriente della situazione della società e dell’andamento e del risultato della gestione e a tal fine sia supportata da indicatori di risultato finanziari.
Non si deve tuttavia sottovalutare la complessità dell’analisi per indici, la quale, pur apparendo relativamente facile da realizzare e comprendere, richiede una notevole esperienza e sensibilità per interpretare in modo corretto le indicazione fornite dai numeri.
Lo studio dei ratios è un’attività che per molteplici aspetti è ben lontana da un semplice calcolo di grandezze da confrontare con una tabella di riferimento: occorre sensibilità, intuizione, capacità di leggere i segnali che arriva da alcuni voci di bilancio.
R.O.I. (return on Investiment)
Risultato Operativo/ Totale Fonti
Anche il ROI, largamente utilizzato per stabilire la redditività del capitale investito nelle attività dell’azienda (efficacia economica della gestione), può essere estremamente sensibile alla diversa valutazione delle grandezze impiegate nel suo calcolo per esempio, nella gestione del Capitale Circolante Netto rimane soggetta a forti variazioni. Immaginiamo ad un rallentamento nei pagamenti dei nostri clienti che produce un aumento della voce “credit vs clienti”, o crediti deteriorati/incagliati, crediti in contenzioso.
Ancora, il caso di come un’azienda possa presentare un ROI crescente negli anni, nonostante il livello di efficienza economica sia sempre identico, esclusivamente per il frutto della riduzione delle immobilizzazioni nette per effetto della sottrazione dei fondi di ammortamento.
A fronte di questo risultato positivo l’azienda denota invece un preoccupante e progressivo invecchiamento della struttura produttiva così che le spinte concorrenziali cui è certamente sottoposta, se non adeguatamente controbilanciate da nuovi investimenti, finiranno per provocare una inevitabile inversione nei risultati di gestione.
R.O.E. (Return On Equity)
Reddito Netto Gestione Ordinaria/ Patrimonio netto
Il primo limite pratico del ROE, diffusamente utilizzato per stabilire la redditività del capitale proprio, è rappresentato dall’estrema sensibilità delle grandezze impiegate nel suo calcolo.
Infatti, ad esempio, il patrimonio netto, determinato come differenza tra attivo e passivo, viene influenzato in modo diretto e rilevante dalle valutazioni, interpretazioni e modalità di redazione del bilancio.
La sensibilità del ROE rispetto a variazioni modeste, positive e/o negative, ipotizzate nella determinazione del valore della produzione e nelle immobilizzazioni, relative a diverse valutazione e politiche di bilancio compatibili con le leggi civilistiche e fiscali.
In conclusione, una corretta valutazione di questo indice non può prescindere da adeguate riflessioni sulla reale organizzazione dell’azienda.
I modelli e i metodi quantitativi esistenti utilizzati nell’analisi di bilancio, nonostante siano fondati su elaborate formule matematiche, risultano inutilizzabili in termini pratici al crescere della complessità dei processi aziendali e delle procedure contabili e fiscali, oltre naturalmente alle varie politiche di bilancio utilizzabili.
Le considerazioni esposte, anche se limitate ai soli indici ROE e ROI, dimostrano come nella determinazione e nella valutazione degli indici non sia sufficiente accettare acriticamente i valori calcolati, ma occorra eseguire delle attente valutazioni di merito, frutto di esperienza e capacità di giudizio.

Dott. Maurizio Troiano

333/2338240