Paesaggio di citt di new york con grattacielSilvia Battistelli – Management Academy Sida Group – Area Ricerca & Sviluppo – Per molto tempo le aziende si sono allineate alla mentalità secondo cui l’espansione internazionale/ globale si attua a livello di nazioni o aree (gruppi di paesi con caratteristiche più o meno omogenee) e quindi nel decidere le proprie strategie di marketing internazionale prestavano attenzione alle politiche adottate dai singoli stati nazionali in termini di fiscalità, possibilità di finanziamenti disponibili per le imprese, politiche di apertura/ chiusura nei confronti di investitori esteri ecc.

Poiché le informazioni statistiche relative alla crescita vengono raccolte a livello di paese/nazione, per molto tempo le aziende hanno fatto le proprie valutazioni secondo lo stesso meccanismo.

Oggi però dati importanti ci danno informazioni che indicano e suggeriscono un nuovo approccio al marketing internazionale: oggi sembra vero che la crescita di un paese dipenda alla crescita delle sue principali città. In un paese infatti, non solo il PIL è generato da un numero limitato di città, ma spesso alcune di queste hanno caratteriste assolutamente peculiari e sono più grandi e popolose di molti stati.

Il PIL delle città può essere misurato come quello dei paesi e serve come indicatore non solo della loro ricchezza ma anche a dimostrarne la prosperità: un PIL in crescita costante indica che nuovi posti di lavoro vengono creati e che gli abitanti sono in buona situazione economica. Situazione che in quelle metropolitane sta vivendo una situazione di boom, dove la domanda è superiore all’offerta.

In Giappone ad esempio nel 2007 l’area metropolitana di Tokyo con i suoi 13,5 mila km2 aveva 35 milioni di abitanti, tanti quanti l’intera popolazione del Canada e superiori alla popolazione di stati come l’Olanda o l’Arabia Saudita. Altri esempi simili di aree metropolitane sono Los Angeles e New York negli Usa, Pechino e Shangai in Cina, Londra Rio de Janeiro, Città Del Messico, Mosca ecc. Nel loro caso il contributo dato al PIL nazionale è enorme e pertanto la crescita dei loro paesi dipende indissolubilmente dalla crescita, o al degrado, di esse.

Nei paesi in via di sviluppo le città di medie e grandi dimensioni registrano addirittura tassi di crescita superiori a quelli nazionali, e le città principali generano insieme la maggior parte del PIL nazionale, fino addirittura a costituirne l’80%.

Si pensi che nel 2010 il 90% del Prodotto Mondiale Lordo era generato da 8.000 aziende. Il 50% di tale PIL era generato da solo 600 città; di queste solo 100 generavano il 38%. Tale concentrazione si continua ad accentuare.

Le imprese da parte loro nel pianificare le proprie strategie di sviluppo si trovano spesso a dover decidere dove investire: dove collocare nuove sedi produttive, distributive, filiali, punti vendita. Questa è una scelta che deve esser fatta con cura e la stessa attenzione deve essere adoperata per valutare le sedi estere già esistenti. Esse devono quindi sforzarsi di reperire informazioni a livello di aree metropolitana per scoprire nuove e più efficaci opportunità.

Nel progettare i propri piani di sviluppo all’estero e considerando vari luoghi possibili, le aziende dovranno tenere in considerazione, tra gli altri, aspetti quali:

  • Proiezioni di crescita del luogo target
  • Tasso di crescita della popolazione
  • Caratteristiche demografiche
  • Infrastrutture locali
  • Livelli di produttività
  • Incentivi disponibili
  • Competenze della forza lavoro
  • Cultura
  • Livelli di imprenditorialità
  • Flessibilità

L’azienda dovrà quindi sempre di più disporre di management e o figure capaci di scegliere aree geografiche più adatte a cui rivolgersi negli investimenti. Oggi le figure chiamate a svolgere tali ruoli dovranno racchiudere in sé tante competenze e abilità differenti di carattere geografico, antropologico, demografiche, sociologiche, oltre che naturalmente economiche e manageriali.

Essi inoltre dovranno imparare a distinguere un aspetto fondamentale, cioè se una area metropolitana, seppur ricca, popolosa e sviluppata, è in crescita o in decrescita.

Nei paesi in via di sviluppo le grandi città/ aree metropolitane stanno crescendo in modo rapido e continuo, nei paesi sviluppati – definizione corrispondente principalmente a Europa e Stati Uniti – si assiste a una riduzione di posti di lavoro e di investimenti.

Il futuro delle strategie di marketing delle aziende necessariamente dovrà rivolgersi alle grandi città in crescita, e non invece sprecare risorse in piccole città.

Secondo le stime entro dieci anni il 65% del PML sarà generato in 600 aree metropolitane e fra queste 440 saranno situate in paesi in via di sviluppo.

Infatti il tasso di crescita maggiore nelle città può essere osservato nei paesi in via di sviluppo e in particolar modo in America Latina e in Asia, luoghi in cui è presente una classe media in forte crescita. E’ qui che è possibile realizzare forti guadagni, come grandi multinazionali o imprese nazionali, sia dei paesi sviluppati sia quelle dei paesi in via di sviluppo hanno ben compreso.

Come già indicato sopra, città grandi e medie evidenziano, nei paesi in via di sviluppo, tassi di crescita superiori rispetto alla media del paese in cui si trovano; inoltre sono proprio le principali città di un paese quelle che generano la maggior parte del suo PIL.

Poiché la ricchezza delle città dipende, fra altri aspetti, dalla presenza di imprese di piccole medie e grandi dimensioni, come conseguenza quanto più una città riesce a rendersi attrattiva per nuove imprese, tanto più essa riuscirà a garantirsi ricchezza per il suo futuro, nella misura in cui la presenza di aziende che prosperino si traduce in posti di lavoro per i cittadini e uno standard di vita soddisfacente per questi ultimi.

Bisogna notare che in media le città tendono ad attuare politiche che supportano le piccole imprese già esistenti o le startup, poiché esse rappresentano il mantenimento dei livelli economici mediante mantenimento dei posti di lavoro. Tuttavia il vero sviluppo corrisponde alla crescita portata dai consumi e dagli investimenti da parte di aziende di dimensioni medio grandi, quindi per parte loro anche le città dovrebbero dotarsi di personale e amministratori agenzie capaci di elaborare politiche adatte ad attrarre le nuove aziende di grandi dimensioni.

In sintesi si potrebbe dire che l’impresa dovrebbe passare da un concetto di sviluppo basato sul grande (nazione/ paese) a quello di sviluppo basato sul piccolo (area metropolitana/ città), mentre la città dovrebbe allargare il proprio orizzonte e spostare (o almeno integrare) il proprio focus dal piccolo (piccola impresa) al grande (azienda di dimensioni grandi e PMI).

Concludendo, è importante che le aziende prendano coscienza degli aspetti sopra evidenziati, abbandonando piani di espansione che non siano stati prima ben ponderati, per poter approfittare al meglio delle opportunità offerte dalle città e aree metropolitane, riuscendo così ad indirizzare i propri investimenti nella direzione più adatta al loro business e ai loro obiettivi di sviluppo.