L’industria 4.0, che scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale, è un processo che porterà alla produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa.

A seguito di un’indagine statistica effettuata negli stati Uniti è emerso che l’80% degli intervistati si aspettano che entro il 2025 il 10% delle auto sia costituita dai veicoli autonomi.

Alcune grandi aziende automobilistiche come ad esempio l’AUDI stanno già testando dei modelli di auto prive del conducente.

I vantaggi di questa invenzione sono molteplici, dal momento che un’autovettura autonoma è in grado di rilevare l’ambiente e la navigazione senza l’intervento umano.

Aumenta il tempo a disposizione per lavorare, c’è un minor impatto ambientale dovuto alla diminuzione delle emissioni di gas, ci sono livelli più alti di sicurezza, meno stress dovuto al traffico e maggior libertà di movimento per gli anziani e per le persone affette da disabilità con una riduzione degli incidenti stradali.

I veicoli autonomi scandagliano l’ambiente con tecniche come RADAR e GPS; sono in grado di aggiornare le proprie mappe in base ad output sensoriali, permettendo ai veicoli di tenere traccia della propria posizione anche quando le condizioni cambiano o quando entrano in ambienti inesplorati.

Sebbene dall’introduzione di tali veicoli possano derivare molte conseguenze positive, ce ne sono altrettante negative tra cui la perdita dei posti di lavoro per gli autisti e per i tassisti che porta a una maggior richiesta di figure come programmatori, la diminuzione dell’assistenza stradale e dei prezzi delle assicurazioni, la riduzioni delle vendite dei veicoli ed infine minori entrate provenienti dalle violazioni del codice stradale.

 

 

Melania Clemente

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