Le figure di cui le aziende non potranno più fare a meno: digital talent

Le attuali frontiere dell’innovazione per le nostre imprese italiane, sono già state sconfinate dall’introduzione decisa e costante dei processi digitali nelle aziende.
Di fatti, sono molte le ricerche in merito che confermano che le aziende di oggi nei prossimi cinque anni investiranno cifre stellari per digitalizzare la propria organizzazione.
Molti di questi investimenti sono orientati alle risorse umane ed alla scelta di professionisti digitali: ovvero scelta e formazione di personale con competenze di avanguardia adatte ad un nuova logica di lavoro.
E’ orami confermato quindi che gli ambiti in trasformazione, sono differenti e toccano l’ Intelligenza artificiale, Internet of Things, Customer Experience, Big Data, i quali genereranno processi di innovazione all’ interno delle aziende.
Tale innovazione, impatterà quindi sia sulla definizione di nuovi servizi e nuovi prodotti ma anche nell’ evoluzione dei processi lavorativi rendendoli più snelli, veloci ed efficaci tali da generare nuove strategie delineate attraverso l’ analisi dei dati.
Per tanto, servono e serviranno nuove competenze per l’ automazione di molti servizi, che se da un lato porteranno alla scomparsa di alcune figure professionali, d’altro canto ne verranno create delle nuove.
Le possibilità di crearsi un nuovo ruolo nella società o di rivisitare il proprio, aggiornandolo, diventa oggi una prassi quotidiana per le risorse che lavorano in azienda o che desiderano lavorare in azienda.
Alla luce di tutto ciò, talenti e digitalizzazione, rappresentano dunque il binomio perfetto.
Essere un talento oggi, implica che tra le mille caratteristiche intrinseche di personalità quali proattività, motivazione, attitudine all’ apprendimento, capacità di espressione in uno specifico settore, vi sia la curiosità.
In chiave psicologica, la curiosità può essere concettualizzata come il desiderio esplorativo e di conoscenza di informazioni, di ricerca costante di stimoli mentali.
La curiosità è l’ esigenza di mantenere a livelli elevati i processi di elaborazione di informazione.
Via libera allora, per tutti i talenti del territorio che con la loro curiosità, sono i primi ad aprire la loro mente alla digitalizzazione, acquisire nuove skills e di conseguenza trasferirle all’interna organizzazione.
L’azienda che vale è dunque, è quella che si apre alla digitalizzazione ed agisce con la logica del “discovery – talent”: ricerca e seleziona nella propria organizzazione o al di fuori di quegli individui che, per le loro  caratteristiche comportamentali ed psicoattitudinali, sono definibili come talenti,  formando  e valorizzandoli al proprio interno con piani di carriera e di sviluppo
Figure Senior e figure junior, rappresenteranno sempre più quella coppia indissolubile che viaggerà in parallelo ed agirà in sinergia per “svilupparsi” vicendevolmente: il senior trasferirà vision e mission aziendali al giovane talento; il giovane talento “digitalizzato”, da parte sua, è chiamato ad entrare in azienda per insegnare  ai senior la cultura digitale.
Un  ruolo determinante in questo processo di digital trasformation e di discovery talent è qui giocato dalla formazione anche essa evoluta nella forma dell’ e- learning con sistemi interattivi talvolta organizzati secondo il concetto della gamification (utilizzo di strumenti e sistemi tipici  del gioco) in percorsi di apprendimento tradizionali
Gli obiettivi in questo caso sono quelli di generare coinvolgimento dell’utente e motivazione, promuovendo l’acquisizione di informazioni e competenze in modo stimolante.
In conclusione, possiamo affermare che sebbene i processi restano gli stessi, ovvero ricercare, motivare, crescere, formare, sono oggi inesorabilmente trasformati grazie alla digitalizzazione ed hanno una logica sottostante completamente differente dalle logiche tradizionali.

 

 

Silvia Cichella

Area Risorse Umane