Il gigante digitale pubblica un bando per realizzare la propria sede: in competizione le Istituzioni pubbliche territoriali interessate ad attrare questo investimento di 50 miliardi di dollari e 50.000 nuovi posti di lavoro

Amazon è un modello di player digitale globale che si sta espandendo in modo innovativo ed esponenziale in molteplici settori finora impensati: da aziende venditrice di libri Amazon sta diventando una piattaforma su cui si offre di tutto, fino anche ai servizi finanziari, con un fatturato di oltre 100 miliardi di dollari.
Amazon è un gigante che con le proprie strategie operative consolida il suo “potere di mercato” e inizia ad innovare anche le regole del marketing territoriale e dei rapporti pubblico-privato.
Il marketing territoriale, nella sua concezione tradizionale, applica ai territori i principi del marketing aziendale: i sistemi territoriali competono tra loro – tra le regioni di un Paese come tra gli stessi Paesi – per attrarre i migliori investimenti.
I motori di questa attività di marketing territoriale sono sempre state le Istituzioni, che cercano di offrire, anche con bandi pubblici specifici, le migliori condizioni localizzative alle imprese in termini di economie esterne di natura infrastrutturale, formativa e di incentivi.
Da qui nascono anche i tanti ranking internazionali che definiscono le classifiche tra i Paesi che sono più capaci di attrarre gli investimenti, soprattutto esteri.
Amazon nelle scorse settimane ha iniziato ha rovesciare tale prospettiva pubblicando sul proprio sito un bando di gara relativo al progetto di realizzazione della sua nuova sede aziendale, simile a quella di Seattle.
Questo bando è innovativo perché rovescia i ruoli tra pubblico e privato, mettendo in competizione Stati, Contee e Città per attrarre il gigantesco investimento di Amazon per realizzare la sua nuova sede di 5 miliardi di dollari e 50.000 nuovi posti di lavoro: non sono le Istituzioni a mettere in concorrenza le imprese per realizzare un’infrastruttura strategica; è un’impresa privata big-player (Amazon) che sollecita una procedura competitiva tra soggetti pubblici interessati ad attrarre il progetto di investimento del suo nuovo quartier generale sui rispettivi territori, con enormi ricadute positive sul piano economico e sociale.
In sostanza, con questo bando Amazon mette in concorrenza le Amministrazioni territoriali per individuare quella disposta a offrire con una specifica proposta progettuale le condizioni migliori per attrarre un investimento enorme, simile a quello già realizzato a Seattle che ha generato anche un indotto stimato di 38 miliardi di dollari.
L’analisi del bando è interessante anche per valutare i fattori localizzativi che sono ritenuti strategici da un’impresa leader come Amazon.
Tra questi si segnalano i seguenti:

  • un’area metropolitana di oltre un milione di abitanti
  • un ambiente stabile e “business-friendly”
  • un tessuto urbano o suburbano idoneo ad attrare dipendenti altamente qualificati (con salario medio annuo di centomila dollari)
  • un sito già predisposto per un insediamento industriale e ben collegato con le reti di trasporto
  • gli incentivi fiscali che le istituzioni pubbliche sono disposte a offrire
  • la presenza di istituzioni universitarie e formative specializzate soprattutto nelle discipline tecniche e scientifiche di interesse di Amazon
  • la qualità della vita nella comunità e l’offerta culturale

Amazon si riserverà di condurre una negoziazione con uno o più proponenti pubblici in vista dell’aggiudicazione e della stipula di un contratto per la realizzazione del suo nuovo quartier generale.
Tale nuovo modello di marketing territoriale sperimentato da Amazon conferma ancora una volta che l’innovazione digitale, oltre ad essere disruptive e fonte di enormi opportunità, cambia anche i “rapporti di forza” tra le imprese-leader e le Istituzioni pubbliche.
Quest’ultimo è un aspetto del cambiamento del XXI Secolo che spesso viene sottovalutato o non considerato.

 

Dott. Mario Becchetti

Area Marketing e Comunicazione Sida Group