Il futuro dell’Hôtellerie è prêt-à-porter

Ingredienti: accessori intelligenti, “internet delle cose” e una massiccia dose di Big data.
Mescolare e condire abbondantemente con innovativi modelli di business, ed ecco che avrete un primo impasto dell’Hôtellerie 4.0.
Un settore che, secondo il parere unanime degli esperti di marketing del turismo, si prepara a vivere una profonda trasformazione, grazie al concetto prêt-à-porter dei super-tecnologici dispositivi indossabili: i cosiddetti “wearable devices”.
Mestieri antichi, avvolti da un’aurea dal sapore romantico – come il portiere d’albergo o il maître di sala – aggiorneranno il proprio look e metodo di lavoro quotidiano, presentandosi come il biglietto da visita dell’hotel anni ’20 del XXI secolo.
Non soltanto smartwatch e altri dispositivi simili da polso, ma anche “indumenti intelligenti”, in grado di interagire e dialogare tra loro e col mondo circostante, realizzeranno le migliori premesse (e promesse) dell’introduzione nell’industria del turismo delle soluzioni di “Internet of things”, l’internet delle cose.
Al centro di questa rivoluzione ci sarà stabilmente il cliente-utente. Sempre più dotato, in futuro, di accessori intelligenti, il cliente d’albergo si vedrà proporre un’esperienza tagliata su misura, arricchita e potenziata dall’impiego, inoltre, della “realtà aumentata”, di cui i Google Glass rappresentano un antipasto di quello che verrà.
Sin dal momento della prenotazione, per poi proseguire con pernottamento e soggiorno, hotel e cliente entreranno in perfetta simbiosi, beneficiandone – assicurano gli esperti – reciprocamente.
Le App legate a viaggi e turismo si preparano al cambiamento. Per esempio, spostamenti dalla reception alla camera d’hotel, prenotazioni e cambi di programma, che i dispositivi di ultima generazione facilitano e consentono, trasformeranno l’esperienza del cliente, arricchendola grazie alla tempestività nella ricezione, notifiche e scambio efficiente d’informazioni.
I primi a muoversi nell’apertura a queste innovazioni sono, infatti, le grandi aziende specialiste nelle prenotazioni online come Booking o EasyJet. Nel caso degli hotel, i dispositivi weareble permettono di sbloccare l’apertura della porta con un semplice movimento del polso, nonché la gestione del climatizzatore o il check-out. Il maggior ed immediato confort delle azioni svolte comunemente dal cliente, spingerà sempre più le persone a percepire come indispensabili questi nuovi servizi. Sarà più semplice, ad esempio, indirizzare il consumatore verso l’acquisto d’impulso.
In Italia, pesa maggiormente rispetto ad altri paesi la “difficoltà d’ingresso”, che spesso rende difficile alle start-up di lanciarsi in questo genere di investimenti. Importanti aziende del settore, confermano come servono impieghi di denaro in tecnologie hardware e l’acquisizione di competenze sempre più all’avanguardia. Spesso le aziende più giovani non possono permetterseli, di conseguenza non sorprende che il 48% delle attività che fanno utilizzo di dispositivi wereable siano s.r.l.
I brand che non avranno la possibilità di sfruttare le app dei nuovi device perderanno l’opportunità di acquisire nuove fette di mercato e nuovi clienti. Sviluppando nuove esigenze, i clienti tenderanno a far riferimento esclusivamente alle compagnie al passo. E’ dunque fondamentale, per tutti i settori italiani coinvolti, primo tra tutti l’hôtellerie, innalzare il livello dei servizi, per non perdere ulteriore terreno, coltivando uno dei principali punti di forza del nostro paese: il turismo.

 

Giulia Tartabini 

Area Hotel Management & Digital Tourism