Si parla spesso di sostenibilità ambientale e di sviluppo sostenibile, ma poco di come questi concetti si legano alle dinamiche di sviluppo che oggi si intraprendono a livello locale nel turismo.

Applicare i principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale al management del turismo favorisce la riduzione, nonché annullamento, di quei fenomeni – shock culturale ed impatto ambientale – che si evidenziano spesso come conseguenza di un’espansione turistica scriteriata ed incontrollata.

Il TURISMO SOSTENIBILE, coerentemente con quanto messo in luce nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (O.M.T.), mette in moto una serie di attività che “si sviluppano in modo tale da mantenersi vitali in un’area turistica per un tempo illimitato, non alterano l’ambiente (naturale, sociale ed artistico) e non ostacolano o inibiscono lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche”.

Da ciò ne conviene che il turismo sostenibile risulta fortemente connesso all’attivazione di un circolo virtuoso di sviluppo locale a 360°, legato, in primis, alla tutela delle risorse socio-storico-culturali del territorio di riferimento e, successivamente, ad una fruizione intelligente da parte dei turisti e/o residenti che non ne alteri le peculiarità ma, al contrario ne valorizzi le vocazioni.

Le principali caratteristiche di un turismo attento alle dinamiche di crescita e di sviluppo locale responsabile verso l’ambiente e la sua salvaguardia sono:

  • la durevolezza, ovvero la prospettiva di lungo termine. Un turismo sostenibile va pianificato e programmato, non si basa sulla crescita a breve termine della domanda ma considera gli effetti a medio-lungo termine del modello turistico, nel tentativo di armonizzare sia la crescita economica sia la conservazione dell’ambiente e dell’identità locale, fattori che costituiscono il principio attivo dello sviluppo turistico nel tempo.
  • la diversificazione dell’offerta, che implica il focalizzarsi sulle risorse naturali e culturali di un territorio, le quali concorrono in modo diverso a creare un’identità propria per ciascun luogo e a renderlo quindi diverso e distinguibile nel mercato delle destinazioni turistiche. L’offerta, quindi, si origina dall’integrazione di tutta una serie di componenti tangibili ed intangibili proprie di quel determinato luogo, che si rivelano quali principali fattori di competitività.
  • la vitalità economica. Si parla di un’economia basata su piccoli investimenti, anch’essi pianificati nel tempo, che si pongono quale modello alternativo all’economia capitalistica, avendo come principale oggetto la ricerca del benessere socio-economico delle comunità locali. La priorità non è la crescita rapida dei redditi attuali, ma il contenimento e la vitalità degli investimenti che possano generare redditi futuri, che creino occupazione per i residenti e che siano potenzialmente capaci di attrarre flussi di capitali dall’esterno.
  • la “partecipazione”, ovvero il coinvolgimento di tutti i soggetti pubblici e privati nei processi e nelle dinamiche decisionali riguardanti lo sviluppo del territorio nel medio-lungo termine, in modo che ogni scelta sia frutto di negoziazione e pianificazione che riesca a soddisfare il benessere residenziale senza rinunciare alla redditività in termini turistici.

Dott.ssa Lisa Dorsi                                                  

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto Studi Direzionali                                  

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