Lo scenario socio economico del nostro territorio nel corso dell’ultimo decennio è stato interessato da profonde trasformazioni che da un lato hanno aumentato le opportunità per gli attori e dall’altro hanno reso più complessa e difficile la lettura e il governo delle dinamiche che muovono i territori in termini economici, culturali, sociali e, quindi, la capacità dei nostri imprenditori (specie quelli di minori dimensioni) di poter competere efficacemente sul mercato. Alcuni trend principali che possono essere rilevati e che interessano trasversalmente contesti ed attori, possono sinteticamente essere così descritti:

  • internazionalizzazione: negli anni sono stati rimossi una serie di ostacoli di natura amministrativa, fiscale e doganale all’interscambio di persone, merci e servizi, non solo all’interno dello spazio UE, ma anche, attraverso una serie di convenzioni bilaterali e multilaterali, da e verso paesi al di fuori di detti confini. Il risultato è stato un ampliamento esponenziale delle opportunità per cittadini e imprese, ma permangono, in molti casi, quelle connesse agli usi ed alla cultura dei diversi territori. Occorre dunque comprendere bene i diversi sistemi socio-economici, le leggi, i sistemi fiscali, il rischi politici associati, ecc..
  • digital lifestyle: altro aspetto che sta impattando molto nei sistemi territoriali a livello globale è quello inerente la digitalizzazione. La diffusione di internet e di tutti gli strumenti ad esso connessi hanno portato ad una vera e propria rivoluzione copernicana nel modo di comunicare, sviluppare progetti, fornire servizi, affrontare mercati.
  • networking e open & sharing knowledge: va detto che le Marche avevano compreso da tempo l’importanza del “fare squadra”. Ciò è accaduto sin dagli anni settanta con lo sviluppo dei distretti (soprattutto quelli calzaturiero, del tessile-abbigliamento, del mobile, della meccanica, dell’agroalimentare, dell’elettronica e degli strumenti musicali) che hanno avuto un ruolo molto importante nella diffusione di conoscenze e competenze a livello territoriale. Oggi, però, le nuove reti necessarie per lo sviluppo socio-economico, non sono più basate sulle relazioni distrettuali e lungo le filiere tradizionali, ma sono anche reti: trans contestuali e lunghe (tra aree geografiche diverse, anche internazionali), orizzontali (tra settori diversi), di conoscenza (aperte tra attori che condividono competenze e ricerca di soluzioni). E’ necessario superare modelli e strumenti del vecchio perimetro territoriale del “distretto” e gestire nuove relazioni e conoscenze che permettono di governare processi tra attori di comparti differenti e di generare nuove soluzioni
  • manifattura 4.0: la catena del valore manifatturiera, così rilevante nella Unione Europea (UE), non è più fatta solo di fabbricazione ma di un insieme variegato di servizi che vanno dalla progettazione ai servizi post-vendita. L’affermazione delle politiche industriali di “Industria 0”, delle fabbriche e dei prodotti “intelligenti”, darà vita a una inestricabile integrazione tra manifattura e servizi intelligenti nella forma di un complesso produttivo cyber-fisico (convergenza del mondo fisico e del mondo virtuale). I sistemi cyber-fisici sono la base della “fabbrica intelligente” e delle catene logistiche “intelligenti”; strutture cioè nelle quali ogni parte comunica con le altre utilizzando la rete e l’Internet-Delle-Cose, potendo disporre di robot, stampanti a 3D, ecc.

Nello scenario sopra descritto risulta di notevole importanza la creazione di una figura professionale quali i Manager dello Sviluppo Locale (MSL) in grado di operare in perimetri d’azione complessi, caratterizzati da una pluralità di contesti, attori, obiettivi, istanze, e così via. Tali ambiti d’azione attualmente paiono ulteriormente complicati per via di forti spinte di cambiamento ed innovazione, che richiedono letture di scenari e tecniche estremamente ampie ed elevate.

In generale, i manager dello sviluppo locale, dovranno saper interpretare una funzione di facilitazione, mediazione, valorizzazione di istanze di natura particolare, in quanto chiamati a interfacciarsi con soggetti operanti con logiche d’azione differenti quali attori territori formali e informali, attori istituzionali, economico-sociali, comunità professionali e scientifiche, portatori d’interesse o di valori di diversa natura.

Francesca De Palma
Management Academy Sida Group, ISD – Istituto Studi Direzionali
Responsabile Area Formazione Finanziata