Ci sono tre alternative verso cui può orientarsi l’imprenditore di fronte alla sfida cibernetica digitale:

  1. a) distaccata da contesto, fare la sua isola, fare un cordone intorno alle sue attività.

Prende tempo, cerca di guadagnare tempo arginando, aspettando che il contesto produca le condizioni favorevoli.

È una strategia di conservazione che tende all’emarginazione, conta solo sulle sue energie e meno da quelle che può derivare dal contesto.

  1. b) di adattamento/istintiva.

Vede che il contesto sta cambiando e lui si adatta alle mutate condizioni dell’ambiente.

Può diventare un grande industriale, con caratteri di egocentrismo relazionale, spingendo su forme di disequilibrio di contesto, realizzando effetti tipici negativi del potere.

Non influirà nel contesto ma prenderà forma dalla società che lo contiene

  1. c) imprenditori intelligenti che leggono il futuro e cercano di guidare la nave.

L’innovatore, che non cerca cordoni sanitari, che non cercano di cavalcare il momento, ma iniziano a seminare, costruire per realizzare un progetto di lungo periodo, creano le condizioni per crescere domani.

A questo terzo tipo di imprenditore bisogna aprire la strada, dargli più strumenti agevolarli nello sviluppo di rapporti con altri imprenditori che condividono la sua stessa visione.

La qualità di questi imprenditori è che essi non inseguono il presente, ma inseguono il futuro. Creano o plasmano la loro azienda creando il loro futuro in base ad un progetto.

La presenza di cluster regionali (DISTRETTI) di imprese dove territorio, mondo culturale, tradizioni, mestieri si mescolino rappresentando risorse che autogenerano energie e costituiscono una realtà di rilievo sul territorio nazionale.

La progettualità d’impresa ha una sua forma e direzione se è radicata sul territorio.

Questo tipo di imprenditorialità crea un rapporto sano con la dimensione locale basato su solidarietà e reciproca benevolenza tra le persone. Ne consegue un terreno su cui le imprese lavorano bene e crescono.

L’imprenditoria deve nascere dalla cultura locale, della storia, della mentalità delle credenze, dai mestieri da cui hanno trovato la loro origine.

Questo patrimonio va valorizzato e riorientato su prodotti di lungo periodo a loro volta orientati al futuro.

Il digitale e la cibernetica in questa progettualità innovativa di lungo periodo entrano come nuovi strumenti su cui organizzare la messa a terra di nuovi progetti a vari livelli, concorrendo ad agevolare il nuovo progetto, saranno fondamentali per rendere competitivo l’output di quanto si vuole realizzare.

Da tutto ciò l’importanza di fare cultura e imprenditoria, formazione e management all’interno dei distretti.

Da non dimenticare che il mondo è grande e si vendono non solo i prodotti frutto della cultura del distretto, ma anche la stessa cultura (know how).

In giro per il mondo ci sono tanti paesi che sia per crescere che per distinguersi hanno bisogno del nostro know how: pensate alla moda, all’architettura, alla meccanica, all’arredamento, alla cultura, all’agricoltura ecc.

 

Flavio Guidi

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto studi direzionali

Area strategia e sviluppo organizzativo