La diagnosi da “Disturbo da Alimentazione Incontrollata” (Binge Eating Disorder) è piuttosto recente. Le persone che ne soffrono hanno ripetute abbuffate oggettive, differendo dai pazienti con bulimia nervosa per il mancato utilizzo di metodi estremi di controllo del peso (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi, diete estreme ecc). L’alimentazione tipica di chi soffre del disturbo è tendenzialmente eccessiva, e a questa si sovrappongono episodi di abbuffate.
Non tutte le persone che compiono abbuffate soffrono di un disturbo alimentare. Quest’ultimo è presente quando le abbuffate sono frequenti e interferiscono con la salute fisica e la qualità della vita della persona.  A differenza degli altri disturbi alimentari (anoressia e bulimia nervosa) la distribuzione per genere è più uniforme, e la fascia di età di interesse è più ampia (dall’adolescenza alla mezza età).
Perchè si sviluppa il Binge Eating, cosa causa le abbuffate e cosa mantiene il disturbo nel tempo?
Non è possibile dare una risposta semplice e completa alle prime due domande.  Varie sono le modalità di insorgenza, e diversi i processi coinvolti (psicologici; sociali;  genetici).
Molte ricerche hanno individuato nell’obesità infantile e nella presenza di disturbi alimentari  o altri disturbi psichiatrici all’interno della famiglia, importanti fattori di rischio. La presenza di eventi traumatici durante l’infanzia (morti, malattie fisiche, bullismo ecc.) rappresenta un altro frequente elemento rilevato nella storia dei pazienti. Da un punto di vista personologico invece alcuni tratti sembrano essere più comuni: bassa autostima, scarsa assertività e perfezionismo.
Non esiste dunque una causa singola alla base del disturbo, e sono diversi i fattori che contribuiscono al suo sviluppo. Più semplice è individuarne i processi di mantenimento.

Tra questi:
– preoccupazione estrema per la forma e il peso del corpo
– intolleranza alle emozioni: incapacità di riconoscere e tollerare emozioni intense,  affrontate attraverso le abbuffate che hanno un effetto calmante e distraente
– difficoltà interpersonali
– dieta intermittente: abitudini alimentari scorrette, come restrizioni alimentari saltuarie per rimediare ad abbuffate precedenti, mantengono le problematiche sottese esponendo più facilmente ad abbuffate successive
– abbuffate: Dopo i primi momenti di sollievo chi ha compiuto l’abbuffata sperimenta un’intensa paura di ingrassare, con un aumento della preoccupazione per il peso e le forme del corpo.

A lungo termine, causando effettivamente l’aumento del peso, mantengono attivo il nucleo psicopatologico, e infine incoraggiando successive restrizioni dietetiche aumentano il rischio di successive abbuffate. Il rischio di successive abbuffate è alimentato inoltre dalle emozioni negative ed intense che seguono ad esse (vergogna e senso di colpa).
I processi appena descritti, pur non rappresentando un elenco esaustivo, risultano di estrema importanza soprattutto ai fini del trattamento psicologico. E’ su di essi infatti che si concentra gran parte del lavoro previsto dalla terapia cognitivo comportamentale transdisgnostica dei disturbi alimentari, considerata ad oggi uno tra i trattamenti più efficaci.

Bibliografia:
Fairburn, C. G. ( 2014) . Vincere le abbuffate. Come superare il disturbo da binge eating. Raffaello Cortina Editore: Milano.
Fairburn, C. G. (2010). La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione. Eclipsi  Edizione italiana a cura di A. Carrozza e R. Dalle Grave. Eclipsi: Firenze