L’orientamento è un processo che permette alla persona di prendere decisioni quando deve scegliere la direzione da seguire in ambito personale o professionale. Di conseguenza l’orientatore è colui che fornisce gli strumenti (“la bussola”) per individuare la strada da percorrere e raggiungere la destinazione.

Ovviamente la strada non è scevra da pericoli ed ostacoli, per questo è importante iniziare presto ad orientarsi per lavorare su se stessi e conoscere il contesto.

Come afferma Polàcek, “l’orientamento consiste nell’aiuto che viene dato da un esperto ad un soggetto in crescita perché elabori un progetto di vita (personale e professionale) e lo effettui progressivamente durante le fasi del suo sviluppo.”

Per questo oggi è meglio parlare di orientamento permanente, inteso quindi come un processo continuo focalizzato all’individuazione e al potenziamento delle capacità della persona per realizzarsi integralmente.

Ciò comporta l’acquisizione di una serie di conoscenze e competenze volte a rendere la persona autonoma nelle scelte. Nello specifico, la persona deve essere in grado di:

–          Conoscere sé e le proprie risorse: attitudini, interessi e valori

–          Conoscere la realtà sociale e il mercato del lavoro

–          Scoprire e sviluppare una progettualità personale e professionale

–          Acquisire una maturazione della capacità decisionale.

Considerando la continuità dell’orientamento durante l’arco della vita possiamo distinguere diverse tipologie di orientamento a seconda del periodo di vita in cui ci si trova:

–          Orientamento scolastico: insieme di azioni volte a supportare le scelte legate ai cicli di studio (scuola media, istituto superiore, università). Si concretizza nell’abituare i ragazzi a conoscere se stessi individuando le attitudini e le aspirazione per poter scegliere un percorso formativo coerente con le proprie caratteristiche.

–          Orientamento professionale: insieme di azioni volte a supportare l’ingresso nel mercato del lavoro. In questo caso l’orientamento è volto a verificare e valorizzare le competenze, individuare i punti deboli da rafforzare e definire un obiettivo professionale raggiungibile.

–          Orientamento per il reinserimento lavorativo: insieme di azioni volte a sostenere un cambiamento di status/ruolo nel mercato del lavoro. Attraverso un’analisi del percorso professionale ed il bilancio di competenze si ridefinisce un nuovo progetto professionale in linea con le capacità individuali ed il contesto di riferimento.

L’orientamento, quindi, deve essere inteso come strumento d’aiuto alle scelte che l’individuo si trova ad affrontare nelle situazioni di transizione tra formazione e lavoro, tra lavoro e formazione, tra lavoro e lavoro.

Nell’orientamento continuo l’individuo diviene il protagonista del proprio processo di orientamento attraverso la consapevolezza del contesto in cui vive e l’individuazione dei vincoli, riuscendo così a sviluppare una adeguata strategia per superarli.

Oggi l’orientamento non è più solo lo strumento per gestire la transizione tra scuola, formazione e lavoro, ma assume un valore permanente per la vita di ogni persona, garantendone lo sviluppo e il sostegno nei processi di scelta e di decisione con l’obiettivo di promuovere l’occupazione attiva, la crescita economica e l’inclusione sociale. L’orientamento, pertanto, assume un ruolo strategico, con un impatto crescente sull’intera società e, soprattutto, sul futuro di ogni persona (Linee guida nazionali per l’orientamento permanente).

LA FIGURA DELL’ORIENTATORE

L’ORIENTATORE, come definito nell’atlante delle professioni, accompagna giovani e adulti nella definizione del proprio progetto formativo e/o professionale e nella gestione di particolari momenti di transizione: studenti in passaggio da diversi ordini e gradi scolastici, studenti in uscita da percorsi formativi, lavoratori che desiderano cambiare lavoro o fare il punto della propria situazione professionale, persone disoccupate o inoccupate in cerca di occupazione o in reinserimento lavorativo.

Fornisce assistenza, suggerimenti, e consigli alla persona aiutandola ad individuare le scelte più coerenti con le sue aspirazioni, attitudini, competenze e motivazioni, attraverso attività di: accoglienza, consulenza informativa, colloqui, bilanci di competenze, azioni di formazione orientativa, definizione del progetto personale-professionale, accompagnamento alla ricerca attiva e all’inserimento lavorativo.

Ogni percorso orientativo viene definito e condiviso con la persona in relazione alle esigenze individuali e ai vincoli dati dal contesto organizzativo in cui opera l’ORIENTATORE.

Sebbene non siano ancora univocamente definiti i requisiti minimi di un orientatore, si può affermare che questi debba possedere conoscenze in merito a:

  • Mercato del lavoro
  • Sistema formativo italiano ed europeo
  • Legislazione del lavoro
  • Principali processi psicologici
  • Strumenti per la ricerca di lavoro
  • Profili professionali
  • Situazione socio-economica del territorio in cui si trovano a operare.

L’attività di orientamento può essere svolta attraverso l’erogazione di informazioni, colloqui individuali o di gruppo dedicati alla ricerca di lavoro, alle scelte professionali, alle scelte formative, alla volontà e capacità di mettersi in proprio.

Il percorso di orientamento può essere definito, dunque, come un viaggio dell’esplorazione del sé e della consapevolezza dove si impara a prendere decisioni attraverso un processo decisionale maturo ed autonomo… un viaggio in cui l’orientatore ti aiuta a definire l’itinerario e ti regala la “bussola”!

 

Paola Cicchelli

Management Academy – Sida Group srl

Area Orientamento/Placement