Puzzle Disabilty Management

Il periodo storico attuale è caratterizzato da molteplici emergenze sociali, rappresentate, ad esempio, dall’alta disoccupazione giovanile, dal sensibile aumento della povertà e dal crescente flusso dei migranti le quali fanno portare in secondo piano le esigenze delle persone con disabilità.

In riferimento al mondo del lavoro vi sono stati alcuni innegabili progressi legislativi sia a livello internazionale (convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità approvata nel 2006 e attuata nell’ordinamento italiano con L.18/2009) che nazionale (L.68/99 e s.m.i.) . Ma nonostante ciò i diritti delle persone con disabilità continuano ad essere trascurati.

ERRORI ORGANIZZATIVI

La causa della mancata inclusione lavorativa delle persone con disabilità è dovuta ai seguenti errori organizzativi:

  • Scarsità di coordinamento e dialogo interprofessionale tra le varie figure che sono deputate a garantire il buon inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
  • Penalizzazione salariale subita dai lavoratori con disabilità non per la minore produttività ma per i pregiudizi radicati nelle strutture apicali delle aziende.
  • Sopravvalutazione degli aspetti di natura legale-amministrativa a discapito degli obiettivi di efficacia del processo inclusivo loro affidato.

Queste prassi attivano la cosiddetta “profezia che si autoavvera”, un fenomeno che si attiva quando le aspettative negative del datore di lavoro e/o dei colleghi provocano atteggiamenti rinunciatari nelle persone con disabilità andando a pregiudicarne l’operato confermando quindi le aspettative negative.

SOLUZIONI

Per un’effettiva accettazione delle persone con disabilità in azienda è auspicabile seguire cinque politiche inclusive:

  • Promuovere periodici programmi di sensibilizzazione per la diffusione e condivisione delle politiche inclusive all’interno di aziende ed università.
  • Progettare e attuare soluzioni flessibili per tutti i lavoratori (anche ad es. per i lavoratori con figli o genitori anziani).
  • Pubblicare storie di successo.
  • Costruire programmi finalizzati a migliorare le abilità di tutti i lavoratori, non solo della “categoria disabili”.
  • Cambiare la prospettiva di reclutamento delle persone con disabilità da ciò che la persona non sa fare (i limiti specifici) a ciò che la persona sa fare (competenze acquisite).

VANTAGGI

Un Disability Management proattivo porta diversi vantaggi:

  • Riduzione dei costi e aumento della produttività. Dovuto a un minore assenteismo e una maggiore fidelizzazione all’azienda.
  • Vantaggio competitivo. Il lavoratore vuole e si impegna a portare valore aggiunto all’azienda.
  • Benessere dei lavoratori. Migliora il clima aziendale.

Le politiche di inclusione illustrate non sono focalizzate e costruite sulla persona con disabilità, ma sono riferite indistintamente a tutti i lavorati. Altrimenti si andrebbe in egual modo a discriminare questo sottogruppo di lavoratori raggiungendo i medesimi risultati di isolamento.

Per arrivare a questo il Management deve considerare tutte le diversità come valore aggiunto e non come ostacolo.

Dott. Sebastiano Brizzi                              

Management Academy Sida Group srl, ISD – Istituto Studi Direzionali                                    

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