Trivioquadrivio è un laboratorio di ingegnosità collettiva che dal 1996 offre alle organizzazioni d’impresa servizi di consulenza e apprendimento manageriale.

Sulla scorta del lavoro sul campo con aziende all’avanguardia rispetto al tema dello smart working, Trivioquadrivio propone inoltre una piattaforma on-line per condividere approccio, esperienze e riflessioni sul lavoro smart. Tutto questo è visibile all’indirizzo: www.smartworkitalia.it

Come assaggio dei contenuti del workshop e della piattaforma web, ecco alcune domande su cui ogni azienda è chiamata oggi riflettere:

Perché lo smart working conviene alle imprese?
Ogni qual volta si parla di smart working si suppone la volontà di prendere le distanze da un mondo del lavoro percepito come poco intelligente. Come messo in luce da Mats Alvesson e André Spicer nel testo Il paradosso della stupidità, il cancro delle aziende contemporanee è l’attitudine alla “stupidità funzionale”, vale a dire il tentativo – riuscito – di impedire alle persone di pensare con serietà al proprio lavoro. Come uscire da questa impasse? Individuando leve di cambiamento culturale capaci di invertire la rotta e introdurre nelle organizzazioni dosi omeopatiche di responsabilità. È anzitutto per questo che lo smart working conviene alle imprese: per recuperare il senso della partecipazione organizzativa.

Di che cosa c’è bisogno per lavorare lontano dall’ufficio?
Tecnicamente, per lavorare a distanza sembrerebbero bastare computer, telefono portatile e connessione a internet. Ma questi strumenti sono inutili se non accompagnati da un’attitudine al lavoro matura e indipendente. E qui nascono i problemi: generazioni di lavoratori cresciute all’insegna della totalizzante sovrapposizione fra lavoro e luogo di lavoro sono paralizzate da abitudini che ostacolano il percorso verso il cambiamento smart. C’è un solo modo per “portare a bordo” il cambiamento smart: dare valore all’apprendimento come chiave dello sviluppo individuale e organizzativo.

Come promuovere e introdurre un cambiamento in ottica “smart”?
Il cambiamento si sostiene con i fatti, ma anche con le parole. In tema di fatti, dare l’esempio è fondamentale a qualsiasi livello aziendale. È necessario che la visione strategica alla base di un percorso di cambiamento venga interpretata quotidianamente anzitutto da chi l’ha scritta, cioè dai vertici organizzativi. Ma è necessario prestare attenzione anche alle parole, vale a dire a ogni aspetto comunicativo legato al cambiamento da sostenere. Non solo assunti espliciti, discorsi e presentazioni, ma anche, e forse soprattutto, parole informali che emergono dalla cultura implicita e che imprimono un cambio di registro nella comunicazione verbale quotidiana.

Quali potenzialità racchiude lo smart working?
Innanzitutto un migliore work-life balance, cioè una più sana ed equilibrata relazione fra vita privata e lavorativa. In secondo luogo, un’applicazione finalmente matura del lavoro per obiettivi, prassi che permette a ogni persona di lavorare su dei “perché” del proprio lavoro chiaramente e trasparentemente condivisi, facendo propria l’iniziativa di trovare i “come” a essi più rispondenti. Infine, migliorare la relazione fra responsabile e collaboratore, improntandola su un rinnovato scambio basato su responsabilità e fiducia. Smart working significa dunque molto più che lavoro agile, traslochi e nuovi ambienti di lavoro: è una rivoluzione destinata a cambiare la cultura organizzativa.

In occasione della Settimana del Lavoro Agile, promossa per il quarto anno dal Comune di Milano, Trivioquadrivio cura Cultural change management per lo smart working, il workshop dedicato ai rappresentanti delle direzioni HR e Comunicazione di ogni tipo di impresa, per esplorare i diversi aspetti del cambiamento organizzativo legato alle nuove modalità di lavoro agile e smart.

Cultural change management per lo smart working
Giovedì 25 maggio | Dalle 10 alle 13
V.le D’Annunzio 15, Milano | Aula Workshop del Comune di Milano
Per informazioni e iscrizioni (max 20 posti): clicca qui