Ogni attività di gruppo ha le sue ombre e le sue luci: come riconoscerle e ristabilire un’azione equilibrata.

Torniamo a parlare di facilitazione dei gruppi, mettendo in luce quelle che possono essere le criticità e le opportunità che un lavoro di armonizzazione e facilitazione, può evidenziare, nella gestione del nostro gruppo di lavoro.
Le attività svolte in ogni contesto collettivo di lavoro, regalano soddisfazioni importanti e allo stesso tempo ansia e tensioni talvolta non sopportabili; soprattutto per chi deve gestire questi processi, specie se quel “gestore” ha veramente a cuore le sorti della crescita delle persone che ne fanno parte.
Pertanto abbiamo bisogno di capire come fare, senza ansia e con fiducia.
Iniziamo dalle criticità.
Uno dei maggiori rischi è costituito dalla frammentazione in sottogruppi, ossia la disgregazione del gruppo che perde l’unitarietà e generando la determinazione di sottogruppi (di potere) che fanno capo a posizioni e leader contrapposti.
Una situazione gravissima che se non presa in tempo rischia di essere l’anticamera di divisioni e conflitti insanabili.
Un tasto dolente può essere rappresentato dalla perdita delle proposte di qualità e il rischio di vedere eclissati alcuni collaboratori, perché ormai emarginati dal contesto o demotivati nelle sfide, che non contribuiscono più in maniere rilevante, pur potendo ancora dare idee e sostegno alla produzione comune.
Una cattiva gestione può inoltre dare fiato agli accentratori e creare distorsione nella leadership, al punto che alcuni soggetti monopolizzano la discussione o l’andamento delle azioni, mettendo in cattiva luce altri colleghi e privando il gruppo di una gestione equilibrata.
Ultimo passaggio da tener conto è l’organizzazione e il migliore settaggio dei luoghi fisici adatti per l’attività dei gruppi, che aiutano non poco al successo dei lavori (spazi giusti, supporti adatti, strumenti a disposizione, etc.).
È il turno delle opportunità.
Un lavoro di facilitazione, ossia di uso di strumenti per rendere visibili le dinamiche del gruppo e di aiuto al lavoro d’assieme, può rendere le attività attrattive per tutti.
“Attrattiva” rappresenta un sinonimo di interesse e voglia di partecipazione, non scontata, specie in attività routinarie e periodiche.
Va da sé, che un lavoro di coinvolgimento più ampio e profondo, consente un lavoro più efficiente nella completezza dei risultati e nella soddisfazione complessiva alla attività comune.
L’opportunità di questo approccio assicura, alla lunga, la certezza di costruire relazioni sane e durature nel gruppo: la trasparenza nelle relazioni è indice di un alto livello fiducia reciproca e di contributo aperto e libero nel condividere pensieri ed opinioni.
Altra conseguenza desiderabile è l’obiettivo di realizzare concretamente una ampia co-progettazione: progettare insieme ancor prima che realizzare insieme è una attività altamente motivante.
L’ideare un processo, un progetto o un’attività attua un coinvolgimento dal punto originario delle azioni e pertanto rende costruttori tutti i partecipanti del gruppo generando un risultato strordinario.
Infine,  un processo ancor meglio se progettato da un ottimo coordinatore o responsabile di gruppo, consente di realizzare un vero e proprio percorso di auto-formazione.
In sostanza, ciascun collaboratore o partecipante ai lavori, si auto-forma ad una migliore interattività e diventa esperto di facilitazione, di gestione di gruppi, incentivando quella che è una competenza trasversale sempre più importante: la capacità di lavorare in gruppo.
Pertanto, in tutte le attività che vedono il coinvolgimento di molte persone, si chiede sempre di più per rafforzare la dinamica di gruppo: lavorare insieme, con maggiore attenzione alle interazioni, all’ascolto attivo e al benessere collettivo.

 

Giulio Mitolo Progettista e formatore