La Conversion Rate Optimization (CRO)

Qual è l’obiettivo del mio sito internet? Sto facendo tutto il possibile per raggiungerlo? Cosa mi aspetto in termini di guadagno dagli investimenti fatti finora? Ho piena comprensione di quali siano le potenzialità degli strumenti a disposizione del mio business?

Queste sono le domande che ogni imprenditore dovrebbe porsi in relazione alla comunicazione del proprio prodotto o servizio se vuole avere un concreto e duraturo successo, o ancor di più se vuole rimanere sul mercato negli anni a venire.

Un sito internet può avere molteplici finalità: informare, fidelizzare, vendere e a ciascuna di esse corrispondono determinate azioni che l’utente dovrà compiere per realizzarle. Queste azioni sono dette conversioni ed il loro numero è condizionato da due variabili principali:

1) il numero di visitatori che un sito web è in grado di catalizzare (e la qualità degli stessi);

2) il tasso di conversione, ovvero il rapporto tra il numero di azioni compiute ed il numero di visitatori.

Proprio in relazione alle strategie per aumentare l’incidenza di questa seconda variabile si parla di CRO, Conversion Rate Optimisation, un vero e proprio metodo scientifico per ottimizzare ed incrementare il numero di utenti che effettua una determinata azione sul sito, una conversione appunto. I metodi per arrivare a massimizzare questo rapporto prevedono la costruzione o la modificazione di un sito web sulla base delle esigenze dell’utente e sono tutti focalizzati al miglioramento dell’esperienza di navigazione degli utenti.

Per comprende a pieno l’importanza di questo approccio strutturato è sufficiente andare a verificare l’impatto della Conversion Rate Optimization sul ROI, l’indice di reddittività del capitale investito, della propria presenza sulla rete. Dati statistici alla mano, un aumento di un solo punto percentuale del tasso di conversione sul proprio sito ha lo stesso impatto sul ROI di un aumento del 200% dei visitatori della propria pagina web.

Diverse sono le tecniche per ottenere tale ottimizzazione, dall’expert review ad opera di esperti di usabilità appunto, all’heatmap, l’utilizzo di applicativi in grado di determinare delle vere e proprie “mappe di calore” per studiare l’impatto dei vari elementi del layout della pagina sul comportamento degli utenti e capire cosa funziona e cosa no.

Un altro importante strumento della CRO è l’A/B Test o testinig multivariato, attraverso un approccio scientifico, è possibile infatti creare diverse versioni di una stessa pagina e farne fruire gruppi di utenti distinti in modo da verificare la versione più efficace e con più alto tasso di conversione.

La maggior parte dei siti internet non ha ancora raggiunto l’apice delle proprie possibilità di performance ed esistono enormi spazi di miglioramento anche per le aziende più innovative in questo ambito. Non a caso molte aziende stanno prendendo sempre in maggior considerazione di investire su questa attività a metà tra scienza ed arte. Senza prescindere da altre azioni tipiche del web marketing, come il SEO ad esempio, con la CRO si può andare a lavorare sulle aree di miglioramento di siti già ad alto traffico, si pensi, a titolo di esempio, ai settori fortemente orientati all’e-commerce che potranno con queste tecniche acquisire maggiori lead ed incrementare i ricavi.

La CRO si inserisce perfettamente nello strumentario per spingere la propria azienda verso una cultura di marketing scientifico e data oriented, per scongiurare ciò che ancora troppo spesso capita, ovvero investimenti sproporzionati rispetto alla reddittività degli stessi.

Del resto perché mai comprare una Ferrari per poi tenerla chiusa in garage?

Silvia Gallizia

Training & HR Management SIDA Group – Product Manager Sede Veneto

Area Marketing, Digitale e Trade