social_mediaFacebook sì o Facebook no? E poi che fai non lo usi Instagram? Non tagghi le community? E senza LinkedIn come fai a sopravvivere nel mercato di oggi?

Ecco che entriamo nel vorticoso mondo dei social media: quello strano strumento al quale buona parte della popolazione nazionale e mondiale ha affidato le proprie confidenze, i propri gusti, le proprie foto di famiglia e i propri momenti della vita.

“Se non condividi … dov’è l’esperienza?” E quindi via di foto di aperitivi, matrimoni, tramonti asiatici, coltivazioni di the, alte montagne e piccoli bambini che nascono.

E le aziende come si inseriscono in tutto questo? La domanda è: sono davvero così utili i social media per la sana vita di un’azienda?

La risposta è sì.

Era Agosto quando il Forbes titolava: Why Businesses Should Not Just ‘Wing It’ When It Comes To Social Media e questo ce la dice lunga su quanto i social media ancora oggi, e ancora a lungo, influenzano il processo di acquisto che si verifica, stando alle regole base del Marketing, nella mente di un consumatore.

I social media, a differenza di un motore di ricerca come Google, intercettano la domanda latente del consumatore: questo significa che il nostro potenziale cliente non sta cercando qualcosa perché è interessato all’acquisto, lui semplicemente sta navigano sul social e, ad un centro punto, entrerà in contatto con noi, il nostro brand, la nostra offerta, il nostro prodotto. E se siamo stati capaci abbastanza da targhettizzare al meglio le persone alle quali vogliamo essere presentati tramite i social il nostro utente-potenziale-cliente fermerà il suo scroll e ci guarderà. Questo è il moment of being [ironizziamo] in una social media strategy ben fatta.

Se abbiamo catturato la sua attenzione adesso dobbiamo essere bravi a offrire qualcosa di interessante che lo tenga con noi. Ecco che un web copy rilevante e una grafica coordinata ci vengono in aiuto.

Notiamo, infatti, come fare branding nell’era dei social media è tutt’altra cosa rispetto al passato.

Douglas Holt scrive nell’Harvard Business Review di Marzo 2016:”Fare branding è un insieme di tecniche mirate a generare rilevanza culturale. Dobbiamo tenere a mente che le nuove tecnologie digitali non solo hanno creato potenti nuove reti sociali, ma anche drammaticamente alterato il funzionamento della cultura. Si è creato un nuovo fenomeno che possiamo chiamare “crowdculture”. Ovvero, la cultura di massa. È al gruppo che noi ci rivolgiamo. E, a differenza della carta stampata, il gruppo nel social media è fatto da persone che condividono dei tratti simili: siano questi interessi, aspetti demografici o geografici.

Come può, quindi, un’azienda utilizzare i social a proprio vantaggio?

  1. Le aziende grandi o piccole che siano devono realizzare che sono sui social anche se non lo hanno scelto. Le persone parlano di loro e dei loro prodotti e loro dovrebbero ascoltare queste conversazioni e nel caso fosse necessario, gestirle. Un esempio su tutti? Le recensioni su Tripadvisor.
  1. Non esistono budget troppo piccoli: ogni azienda ha le sue necessità e ogni budget le sue potenzialità.
  1. Esiste una differenza tra un uso professionale dei social e uno amatoriale. Creare strategie di social media marketing è una professione e solo affidando i propri obiettivi e i propri budget a un professionista si può avere la sicurezza di investire senza sprecare.
  1. Non esiste un solo modo per utilizzare i social media: questi infatti possono essere usati per fare branding, per spingere offerte e vendere (quasi) direttamente, ma anche per fare efficacemente customer service.
  2. Dalle persone per le persone: i social media hanno inaugurato il mondo del marketing Peer2Peer, ovvero da pari a pari, ecco perché il tono di voce che dobbiamo usare è quello umano.

 

Ce lo ricorda anche il Clue Train Manifesto che nelle sue 95 tesi ci dice cosa sono i mercati e, non a caso, inizia proprio cosi:

  • Markets are conversations.
  • Markets consist of human beings, not demographic sectors.

Conversations among human beings sound human. They are conducted in a human voice.

(contributo offerto da Vanilla Marketing)