Il marketing narrativo e come lo storytelling diventa parte del processo produttivo

La narrazione è da sempre elemento portante della società. Dagli Egizi, passando per gli aedi dell’antica Grecia, per la mitologia classica e fino ad arrivare ai generi narrativi più contemporanei, gli individui si sono sempre impegnati nel racconto di sé, del proprio immaginario, della propria visione del mondo. Da questo elemento atavico, il marketing (del passato) traeva solo specifici e singoli elementi per costruire valore aggiunto ad una produzione e per comunicare al consumatore il proprio prodotto. Rispondendo a logiche celebrative, chi si occupava di promozione e di commercio operava in un mercato famelico di oggetti, acquistati per il solo fatto di essere comunicati. Ma come sempre accade i tempi cambiano, le dinamiche di mercato anche.

Si è giunti oggi a vivere il tempo della società liquida, ad assistere alla rottura delle barriere comunicative, ad essere e a rapportarsi con consumatori che prima di tutto sono individui complessi ed enigmatici nelle proprie scelte e che grazie a nuove tecnologie e a strumenti di condivisione spasmodica delle proprie emozioni, si svestono della passività del ruolo di consumer e divengono prosumer (producer + consumer), parte integrata ed integrante del processo produttivo (si pensi a tal proposito al “potere” del prosumer sulla brand reputation sui social media).

Accade oggi che gli individui si mettano a nudo, espongano le proprie emozioni, le proprie aspettative, le delusioni e le esperienze personali in un vortice che non può non coinvolgere anche le attività produttive, i brand ed i prodotti. Si abbandonano le logiche del marketing celebrativo per abbracciare il cosiddetto marketing narrativo. Un prodotto non può oggi essere solo comunicato nelle sue caratteristiche, ma necessita di essere legato alla sfera emotiva ed autobiografica di chi lo consuma. Ecco che prodotti, aziende ed individui iniziano a dialogare secondo le regole del racconto, dello storytelling classicamente inteso. Se diamo per scontato che ogni azienda sappia comunicare la qualità del proprio prodotto, molto meno scontato è il fatto che sappia mettere in campo le strategie narrative efficaci per raccontarlo. Per creare e potenziare le relazioni di valore occorre fare specifico riferimento al marketing narrativo, alle sue tecniche, ai suoi strumenti. I brand devono raccontare, i prodotti devono essere storie.

Questo ci catapulta in una nuova era del marketing ed evidenzia l’esigenza dell’acquisizione di nuove competenze per gli operatori del settore.

Per poter produrre una strategia di successo utilizzando il marketing narrativo occorre avere sempre ben presenti le fasi in cui si articola la produzione narrativa. Partendo dalla preparazione all’ascolto, senza la quale nessuna storia può essere raccontata; acquisendo la conoscenza delle variabili che fanno di un racconto una storia efficace, in grado di produrre e mantenere una “trance narrativa”; utilizzando una corretta analisi degli effetti emotivi prodotti dal racconto attraverso gli strumenti di neuromarketing. Queste sono solo tre degli ambiti fondamentali per operare in questo settore, ancora nuovo e per certi versi inesplorato soprattutto nel panorama Italiano.

L’essenza di questo nuovo approccio al marketing e del buon utilizzo dello storytelling si sintetizza in una citazione di Ann Handley, autrice di successo e content manager di fama internazionale: “Rendi il cliente l’eroe della tua storia”.

Dott.ssa Silvia Gallizia

Training & HR Management SIDA Group – Product Manager Sede Veneto

Area Marketing, Digitale e Trade