Il cambiamento del XXI Secolo riguarda tutti i modelli di business e si basa su alcuni elementi unificanti:

  • la natura disruptive delle trasformazioni in corso;
  • la crescita esponenziale del ruolo della conoscenza quale fattore chiave di competitività e creazione del valore.

Tra i tanti salti di paradigma, che la 4° Rivoluzione industriale impone, il passaggio da un’“economia manifatturiera classica” all’“economia della conoscenza 4.0” è sicuramente uno tra i più importanti.

Ciò è tanto più vero in Italia, Paese che da sempre basa il suo sviluppo soprattutto sull’industria manifatturiera.

Da un lato, pertanto, è necessario fertilizzare il settore manifatturiero classico con livelli di conoscenza sempre più elevati e diffusi, sviluppando processi di “smart manifacturing 4.0”.

La crescita e la continuità aziendale dipendono sempre meno dalle capacità produttive e dalle caratteristiche fisico-tecniche di un prodotto, che sono spesso standard, facilmente imitabili e più esposte alla price-competition.

Sempre di più la differenziazione di valore di un prodotto e di un’offerta aziendale (value proposition) è legata ai suoi contenuti immateriali di conoscenza che è in grado di incorporare e trasmettere ai clienti: si pensi alla reputazione del brand, ai marchi e brevetti, al capitale umano, organizzativo e relazionale dell’impresa.

Inoltre, le nuove tecnologie della 4° Rivoluzione industriale cambiano il modo di fare manifattura e richiedono il riorientamento innovativo in un’ottica digitale tutti i modelli di business. Ciò consente di sviluppare la mass-customization, ossia la produzione personalizzata di grandi lotti, unendo i vantaggi dell’orientamento relazionale al cliente con le economie di scala di costo tipiche delle produzioni di massa.

Sensori intelligenti, machine learning, intelligenza artificiale, big-data, cloud, droni, stampa 3D, internet indossabile, nanotecnologie e altri ancora sono innovazione che ormai debbono essere alla base di ogni attività manifatturiera che intenda proseguire a creare valore nel nuovo scenario competitivo della 4° Rivoluzione industriale XXI Secolo.

Il riorientamento innovativo dei modelli manifatturieri classici con questi strumenti 4.0 può essere governato solo attraverso l’incremento del capitale di conoscenza all’interno di ogni impresa e/o organizzazione.

Un’altra caratteristica della 4° Rivoluzione industriale è il suo carattere disruptive: i confini settoriali si indeboliscono; la disintermediazione digitale mette fuori mercato molte imprese tradizionali che non sanno aggiornarsi; nuovi concorrenti provenienti da altri comparti definiscono nuovi vantaggi competitivi e settori economici. Un esempio per tutti? Uber, il cui modello di disintermedizione sta addirittura facendo parlare di Uber-economy.

Per capire ulteriormente l’importanza della conoscenza per governare la profondità e l’intensità di questi cambiamenti, può essere utile citare l’indagine condotta nel 2016 dal Global Agenda Council on the Future of Software and Society del World Economic Forum, alla quale hanno partecipato più di 800 responsabili ed esperti del settore della tecnologia, dell’informazione e della comunicazione.

Nella tabella che segue sono indicati 21 specifici “punti di discontinuità tecnologica 4.0”, con accanto la percentuale degli intervistati che ritiene sicura la loro realizzazione addirittura entro il 2025.

 

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Questo elenco aiuta a comprendere la natura disruptive della 4° Rivoluzione industriale per molti settori economici. Ma accanto alle minacce questi salti tecnologici offrono anche straordinarie opportunità di sviluppo per chi saprà governare il cambiamento attraverso lo sviluppo della conoscenza 4.0.

Pertanto, la prima fase essenziale del “ciclo di vita” del riorientamento digitale delle imprese è quella della consapevolezza della portata dei cambiamenti in corso; poi è indispensabile “far accadere le cose”, ossia sviluppare pervasivi processi aziendali di trasformazione strategica ed organizzativa basati, appunto, sullo sviluppo della conoscenza 4.0.

La finalità è di allontanare le minacce e sfruttare le ampie opportunità di creazione di valore che si aprono nello scenario competitivo del XXI Secolo.

Per questi motivi la conoscenza, da risorsa needed to win, ossia essenziale per eccellere, diviene una risorsa needed-to-play, fondamentale per sopravvivere e governare il cambiamento della 4° Rivoluzione industriale, alimentando il processo di transizione verso la nuova knowledge economy 4.0.

Dott. Mario Becchetti

Area “Marketing e comunicazione” Sida Group