Svolta decisiva per la diffusione su larghissima scala di questa tecnologia abilitante di Industria 4.0

La 4° Rivoluzione industriale si sviluppa in profondità attraverso l’utilizzo di molteplici tecnologie e applicazioni abilitanti.
Tra queste i droni rappresentano uno strumento di grande importanza, soprattutto per le enormi potenzialità applicative in moltissimi settori economici.
L’utilizzo diffuso dei droni, infatti, può rivoluzionare le strategie produttive e di marketing di milioni di imprese, anche in Italia, dando un fortissimo impulso allo sviluppo di Industria 4.0. Si pensi, ad esempio, al cambio di paradigma delle politiche distributive aziendali per la consegna di ogni tipologia prodotti, anche quelli del Made in Italy.
Inoltre, lo sviluppo dei droni favorisce la crescita dell’e-commerce e viceversa, alimentando un circuito virtuoso di trasformazione digitale con potenzialità illimitate, al momento difficilmente immaginabili in termini di effetti disruptive. Senza dimenticare che l’Internet of Thing rende i droni uno strumento di rilevamento strategico di qualsivoglia tipologia di dato, favorendo la cosiddetta data-driven economy. Non a caso sono già utilizzati per tali scopi ai fini militari.
I droni sono sempre di più e aumenteranno in modo esponenziale. Tra meno di dieci anni solo in ambito privato almeno 7,5 milioni di droni sorvoleranno i cieli europei. Un mercato miliardario e in crescita, un’opportunità per rendere più efficaci ed efficienti soprattutto le strategie distributive delle imprese in tanti settori.
Tuttavia, la diffusione dell’utilizzo dei droni in ambito industriale ed economico e finora era stato limitato da un vuoto normativo di regolamentazione.
I droni rappresentano un formidabile strumento per creare nuovi vantaggi competitivi di valore, ma pongono anche un rilevante problema di gestione del traffico aereo: alle istituzioni rischia di sfuggire al controllo ed alle imprese, in assenza di regole normative chiare, crea incertezza sulle modalità di utilizzo corretto e sicuro dello strumento.
In altri termini, l’assenza di un quadro normativo capace di offrire certezze al settore finora ha trattenuto le imprese dall’impostare strategie di utilizzo diffuso dei droni nelle attività aziendali.

La strategia industriale UE per il settore: il sistema di registrazione e tracciabilità dei droni.

La novità è che l’Unione Europea ha deciso di rimuovere questo vuoto di regole, definendo una specifica strategia industriale per lo sviluppo del settore con la regolamentazione dell’utilizzo dei droni nello spazio aereo fino a 150 metri di altezza. Tale regolamentazione prevede norme e obblighi per la registrazione, la tracciabilità e l’attivazione di sistemi di sicurezza dei droni,
Si vuole dare certezza normativa entro il 2019, così da gestire e favorire lo sviluppo ordinato e sicuro di questi prodotti di un mercato sempre più strategico.
La Commissione europea ha avviato la strategia per il settore dei droni, con le azioni da intraprendere specificate in un apposito Libro Blu. E’ prevista la registrazione di droni e operatori entro il 2019. Per quella data anche il sistema di identificazione elettronica e il geo-fencing (il sistema che permette di tracciare movimento e spostamenti dei velivoli) devono essere pronti. Solo chi sarà registrato, tracciabile e riconoscibile potrà operare in quello che viene chiamato “U-space” la porzione di cielo fino a 150 metri d’altezza.

Il modello di aviazione civile per i droni.

E’ previsto l’utilizzo di torri di controllo, radar ed enti per l’aviazione. Al posto degli aerei, però, verranno gestiti i piccoli oggetti volanti dei droni. L’UE vuole sicurezza di bassa quota buona quanto quella di alta quota. Il libro blu dell’UE per il settore invita quindi a sviluppare un sistema simile a quello della gestione del traffico aereo per l’aviazione con equipaggio. Il sistema servirà a fornire informazioni al fine di evitare ostacoli o collisioni tra droni. Non si pensa di costruire una rete nuova, ma di estendere quella esistente alle nuove esigenze. Anche al fine di ridurre al minimo i costi, Sesar e Commissione UE suggeriscono di sfruttare al massimo quanto possibile i servizi aeronautici esistenti e le infrastrutture, nonché quelle di altri settori, quali i servizi di comunicazione mobile.

I sistemi di sicurezza dei droni.

I droni potranno volare solo se registrati e tracciabili. Ma dovranno essere dotati di particolari dispositivi di sicurezza chiamati Dda (dall’inglese «detect and avoid», rileva ed evita), che serve a individuare rischi potenziali ed evitarli. Stormi di uccelli o intralci lungo la rotta potranno essere individuati e il drone potrà subire una modifica del tragitto. Inoltre i droni dovranno rispettare i requisiti dello spazio aereo (non si possono far volare droni nell’area di un aeroporto, per evitare rischi di collisioni con gli aerei in transito).

Lo sviluppo esponenziale dei droni: alcuni dati. 

Si chiamo velivoli telecomandati, ma sono più noti con nome di droni. Sono sempre di più e sono sempre più all’avanguardia. Il mercato è in continua espansione e presenta potenziali significativi. Entro il 2020 la dimensione del mercato del drone globale crescerà del 42% nell’agricoltura di precisione, nel 26% nei media e nell’intrattenimento, del 36% nell’ispezione e nel monitoraggio delle infrastrutture e del 30% nelle attività ricreative. Sesar stima che la domanda europea varrà oltre 10 miliardi di euro all’anno, in termini nominali, entro il 2035 e oltre 15 miliardi di euro all’anno entro il 2050. Ma si tratta di stime prudenziali. Si ritiene che il giro d’affari possa anche superare i 100 miliardi di euro l’anno. L’industria civile rappresenta la fetta più grossa di questo business, il cui valore dovrebbe aggirarsi attorno ai cinque miliardi di euro l’anno entro il 2035. Il futuro impone risposte concrete già da ora, dato che tra meno di dieci anni, nel 2025, si stima che almeno 7 milioni di droni potranno essere usati dai cittadini nel tempo libero e 400mila impiegati per missioni commerciali.
In definitiva, la scelta dell’Unione Europea di regolamentare l’utilizzo dei droni con una specifica strategia industriale da un lato certifica l’importanza del settore, dall’altro offre uno straordinario impulso allo sviluppo di una tecnologia innovativa capace di alimentare ulteriormente i processi di diffusione di Industria 4.0 e di trasformazione digitale dell’economia e della società.

 

 

Mario Becchetti

Area Marketing e Comunicazione