L’internet delle cose, cioè gli oggetti connessi alla rete presenti nelle abitazioni, entra sempre di più anche nelle case delle famiglie italiane. Il giro di affari legato alla smart home ha un potenziale in crescita. Si registra un aumento del 23% dal 2015 al 2016.

Decine di cavi, di trasformatori, di interfacce differenti l’una dall’altra. Spie che si accendono, led che pulsano, schermi che vivono di vita propria. Se è vero che, fra qualche anno, con una spesa di poche centinaia di euro tutti potranno permettersi di vivere in una casa connessa dove la normale quotidianità sarà parlare con il frigo e dare ordini al termostato, altro paio di maniche sarà trovare il modo di non farsi sommergere dalla crescita del numero di device domotici da tenere sotto controllo. L’arrivo sul mercato degli oggetti connessi ha cambiato il mondo del real estate. Fino a poco tempo fa, infatti, la domotica era un’opzione per ricchi e la clientela era limitata, per rimanere in Italia, alle 100 mila abitazioni costruite ex novo ogni anno a cui si aggiungevano al massimo altre 100 mila ristrutturazioni strutturali. Oggi, grazie a Internet e alle applicazioni mobile, anche una casa degli anni Cinquanta può aprirsi all’Internet delle cose: parliamo di un mercato di circa 30 milioni di abitazioni.

Un consumatore su quattro dispone di almeno un oggetto intelligente. Primi fra tutti sono i prodotti legati alla sicurezza e alla gestione energetica: il riferimento è ad “oggetti” quali videocitofoni connessi a sensori di movimento, videocamere di sorveglianza, controllo remoto degli elettrodomestici, gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento.

Il futuro è lo sviluppo della smart home, o casa connessa, che renderà più facile l’interoperabilità tra i vari oggetti: lo sviluppo quindi di una tecnologia al servizio dell’utente finale, che deve essere semplice, intuitiva e di facile installazione. Gli ostacoli al suo sviluppo sono le tecnologie, non ancora mature per rendere tutto ciò realizzabile, e la sicurezza dei propri dati personali, che incide sulla fiducia dei consumatori.

Verso la casa connessa oggi si muovono grandi player globali, stratup, retailer, produttori, assicurazioni, utility e operatori delle telecomunicazioni. Per aprire la porta all’innovazione è indispensabile offrire nuovi servizi ai consumatori: da quelli più banali a quelli più complessi che possano così convincere gli utenti ancora scettici sul valore di una casa connessa.

In ultima osservazione, le applicazioni smart home consentono di raccogliere moltissimi dati sul funzionamento dei dispositivi connessi e sul comportamento delle persone nell’abitazione. Questo sarà uno degli aspetti cruciali per lo sviluppo del mercato, anche se le strategie per la valorizzazione dei dati sono ancora poco definite dalle aziende ed è fondamentale prestare attenzione alla tutela della privacy e della sicurezza, poiché i consumatori sono tendenzialmente restii a condividere i propri dati.

Michelangelo Barca

Management Academy Sida Group

Area Risparmio Energetico