Con l’ingresso nell’era digitale anche le aziende si stanno trasformando in sistemi sempre più digitalizzati. Processi di produzioni, logistica, vendita, acquisti e molte altre aree aziendali si stanno sempre di più digitalizzando e le aziende stesse investono perché ciò avvenga il più velocemente possibile.
In tal senso, anche aree di staff come la gestione HR devono cavalcare l’onda della digitalizzazione in modo che le aziende riescano a cambiare repentinamente il loro processo decisionale affinché perseguano la ricerca della competitività.
Ma cosa intendiamo per digitalizzare la gestione delle risorse umane?
Uno dei mezzi digitali che può rendere più efficace ed efficiente il lavoro del reparto RU è la creazione e l’utilizzo di un sistema di analisi dei Big Data.
Il termine “Big Data” già da solo spiega in parte di cosa si tratti: una enorme mole di dati. Nello specifico si intende la raccolta e immagazzinamento di dati al fine di processarli ed analizzarli, per poi ricavarne informazioni veloci e dettagliate che richiederebbero molto più tempo per essere ottenute senza un adeguato sistema informatico. Si pensi ad esempio alla possibilità di registrare dei dati sulle vendite in tempo reale, in modo da adattare le proprie strategia di vendita e marketing prima dei competitors.
Tramite i Big Data tutto questo è possibile.

Anche all’interno di un reparto RU i Big Data possono fare la differenza

Un’attività non sempre facile che le aziende devono svolgere per creare delle strategie efficaci rispetto ai propri lavoratori è raccogliere dati sulla prestazione lavorativa ma soprattutto non è un’azione immediata. Se attraverso i giusti strumenti si raccolgono dei dati in tempo reale sulle prestazioni diventa possibile svolgere delle azioni un tempo molto lunghe, ma che in questo modo diventano quasi immediate. Attraverso i dati sulla prestazione si possono creare delle strategie in tempi da record, capendo ad esempio se ci sono aree che hanno bisogno di corsi di formazione o di maggiore supporto dall’azienda oppure capire in quali reparti dell’azienda si stanno verificando dei problemi e intervenire tempestivamente prima che si radichino in profondità.
In tal senso vi è un intreccio profondo tra Big Data e i nuovi device che la tecnologia ha prodotto nell’ultimo decennio
Strumenti quali smartphone, tablet, wearable, permettono di lavorare in mobilità migliorando la gestione delle risorse umane e la connessione con i propri lavoratori.
Se gli autotrasportatori venissero forniti dei sistemi wearable (ovvero dei device, appunto, “indossabili”) sarebbe possibile monitorare la velocità di crociera del mezzo, segni fisiologici per accertarsi che l’autista non sia troppo stanco per guidare o avvisarlo in tempo reale in caso d’urgenza.
Se i venditori venissero forniti dei tablet sui quali segnare le vendite effettuate sarebbe possibile avere dei dati sulle vendite in tempo reale, senza la necessità di dover tornare in azienda per consegnare plichi e plichi di carte sugli ordini da inviare.
Non soltanto si evita di rallentare la produttività con tempi morti quali registrazione degli ordini che vengono immessi automaticamente dal sistema appena confermata la vendita, ma contribuisce all’ecologia contribuendo all’immagine di un’azienda green.
Come sottolineato prima, tutti i dati raccolti da wearable, table o smartphone possono essere raccolti ed analizzati per ottenere delle informazioni vitali per un’azienda, dimostrando il forte intreccio tra hardware odierni e Big Data.
Ma non ci si ferma qui: le potenzialità sono infinite. Si pensi alla possibilità di entrare in servizio nel momento esatto in cui viene acceso il tablet aziendale oppure nel momento in cui si attraversa una certa coordinata geografica, localizzabile tramite GPS.
Si avrebbero delle informazioni sul personale disponibile per quel giorno prima ancora che inizi la giornata lavorativa, con la conseguente possibilità di modificare le proprie strategie immediatamente con le risorse disponibili, evitando intoppi o rallentamenti.

La digitalizzazione della gestione RU non passa solo dai Big Data e dalla raccolta di dati

Chiunque abbia gestito un processo di selezione conosce perfettamente quanto possa essere dispendiosa in termini di tempo lo screeening dei curriculm vitae dei candidati. Qui la digitalizzazione delle RU entra in gioco per facilitare le cose. La creazione di un software che, dati determinati parametri, scarta automaticamente i profili non idonei può decisamente velocizzare questo processo di selezione.
Ad esempio, se per un dato profilo è richiesta una laurea in Economia chiunque ne sia sprovvisto verrà automaticamente scartato dal processo, permettendo di avere alla fine solo i CV di candidati in linea con quanto richiesto.
Siti per annunci di lavoro come Infojobs riescono già a fare questa operazione ma la possibilità di gestire internamente il processo di selezione e lo screening dei curricula, scegliendo di volta in volta in base alla posizione quali parametri usare permette di ottenere degli enormi vantaggi per l’area RU.

Le opportunità per le aziende non sono di certo finite qua

Nel mondo del lavoro di oggi la dinamicità è tutto, e in tal senso la tecnologia ha contribuito non poco ad aumentare la nostra capacità di lavorare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Mail, Skype calls, messaggistica istantanea ci permettono di lavorare sempre e ovunque, in particolare grazie ai dispositivi portatili. Ciò ha permesso di aprire la strada verso nuovi modalità di lavoro. Lo Smart working o “lavoro agile” è una modalità flessibile del lavoro subordinato, che non è più incentrato sul quantitativo di ore passate in ufficio, ma piuttosto sui risultati ottenuti dalla persona. Ferrero ha recentemente creato un progetto che permette ai propri dipendenti di lavorare almeno una volta alla settimana a casa. L’azienda, in tal senso, dichiara che “Si tratta di un’evoluzione del classico rapporto tra datore di lavoro e dipendente, di una maturità e di una consapevolezza che il mondo del lavoro sta raggiungendo. Essere sempre presenti in ufficio non è più sempre necessario, anche se la dimensione aziendale e sociale del lavoro sono fondamentali e non verranno meno”.
Lo smart working è quindi una grande opportunità per le aziende da non lasciarsi sfuggire. Nello specifico lo smart working consiste nella possibilità di lavorare da casa, in vacanza o in un bar, in qualunque luogo e in qualunque momento. Ciò permette innanzitutto al lavoratore di massimizzare la sua produttività, gestendo in maniera autonoma i tempi di lavoro secondo le sue energie. Inoltre, un ambiente confortevole come quello di casa o del bar permette di lavorare in maniera più rilassata, aumentando la produttività la creatività di una persona. L’altro enorme vantaggio per l’azienda consiste nella fidelizzazione e nel rapporto di fiducia con i propri dipendenti. Dare la possibilità ai propri lavoratori di lavorare da casa dimostra che l’azienda ha fiducia nei propri dipendenti. Ciò stimola alti livelli di fidelizzazione e di engagement nei lavoratori, che produrranno non solo di più, ma meglio.
In conclusione, il 4.0 qualcosa che le aziende che vogliono essere competitive non possono assolutamente lasciarsi scappare. Gli strumenti elencati in questo articolo e gli indiscutibili vantaggi che offrono non sono solo accessori per un’azienda. Presto diventeranno un must per qualunque impresa che vuole crescere e decide di investire in processi produttivi più rapidi ed efficaci. Il 4.0 non è più lontano, ma è un trampolino di lancio disponibile oggi per lanciare le aziende verso il futuro.

 

Simone Alfio Licciardello

Area Risorse Umane