Il comma 15 della legge di bilancio 2017, con efficacia a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, ha modificato la disciplina agevolativa sul credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, rafforzandone l’efficacia e semplificandone il meccanismo applicativo. Le modifiche principali riguardano:

Ambito temporale: il credito d’imposta viene esteso di un anno. Per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare, è possibile avvalersi dell’agevolazione per gli investimenti effettuati nei periodi d’imposta 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 e, a seguito della riforma, anche per il 2020. I soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, possono beneficiare dell’agevolazione per gli investimenti effettuati a decorrere dal periodo d’imposta 2015-2016, fino al periodo d’imposta 2019-2020.
Aumento dell’aliquota: è stato modificato, a tal proposito, il comma 1 dell’art. 3, con la lettera a) del comma 15, innalzando l’aliquota ordinaria dal 25 al 50 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Prima della riforma era stabilita, infatti, un’aliquota del 25 per cento per le quote di ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio e per le competenze tecniche e privative industriali; un’aliquota del 50 per cento per il personale altamente qualificato e per i contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese comprese le start up innovative. Alla luce delle successive modifiche, invece, la misura dell’aliquota non è più differenziata in funzione della tipologia di spese ammissibili, ma è fissata unitariamente al 50 per cento per tutti i costi ammissibili.
Incremento dell’importo massimo annuo: la lettera c) del comma 15 ha elevato da 5 milioni di euro a 20 milioni l’importo massimo annuale del credito d’imposta riconosciuto a ciascun beneficiario. Rimane, invece, invariata la soglia minima delle spese ammissibili, ancora pari a 30 mila euro.
Utilizzo del credito d’imposta: la lettera f) del comma 15 ha confermato che il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione e a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui sono stati sostenuti i costi per le attività di R&S. Questa modifica ha, quindi, una portata non innovativa, ma meramente confermativa.
Personale impiegato in R&S: le novità di bilancio hanno apportato una modifica a questa voce con la lettera d) del comma 15, a decorrere dal 31 dicembre 2016. Viene, infatti, meno la distinzione tra spese per “personale altamente qualificato” e “personale non altamente qualificato”, riconducendo entrambe le tipologie di spesa all’unica voce “personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo”, prescindendo dalla qualifica e dal titolo di studio (pertanto, occorre fare la distinzione solo per gli anni 2015 e 2016 e, per quanto riguarda il “personale non altamente qualificato”, i costi sono riconducibili all’interno delle spese per “competenze tecniche e privative industriali”).
Imprese residenti che eseguono attività di ricerca e sviluppo per committenti non residenti: l’articolo 3, lettera b) del comma 15, stabilisce che il credito d’imposta di cui al comma 1, spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono attività di R&S nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione Europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministero delle finanze 4 settembre 1996.

Altra novità importante in tema di credito d’imposta è nel settore dell’editoria, che da giovedì 15 giugno 2017, si ritaglia un ruolo importante nella manovra correttiva in materia finanziaria: essa, con l’intento di dare una svolta e permettere al settore di superare la crisi, ha stabilito molte iniziative a loro favore e incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali con la Legge di conversione del Decreto Legge n. 50/2017.
Le novità sul credito d’imposta sono affrontate nel comma 1 dell’art. 57-bis del Decreto Legge. Esso sancisce che, a decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno l’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, PMI e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito nel comma 3 dello stesso articolo, il quale specifica che il credito d’imposta è concesso nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (art. 1, comma 4, L. n. 198/2016).

Per questo settore, il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione (art. 17 del D.Lgs. 241/1997), previa istanza al Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

 

Gabriella Di Guglielmo

Management Academy Sida Group – Area Fiscale Societaria