Oggigiorno le aziende devono affrontare i risultati di una crisi di portata storica, strutturale, ignota per durata e caratteristiche. Questa crisi e’ legata soprattutto:

  • Alla concorrenza prepotente
  • All’internazionalizzazione dei mercati sempre più imponente
  • Alla difficoltà di reagire applicando le leve tradizionali, ormai obsolete
  • All’intensità della competizione che si è ormai radicata in ogni branca del sistema economico

Queste criticità spingono le aziende a doversi costantemente migliorare dando sempre maggiore qualità al proprio “sistema di offerta”.

La via d’uscita passa attraverso molteplici elementi che vanno dallo sviluppo di una cultura della qualità a nuove modalità di gestione fino all’introduzione di nuove professionalità innovative, con l’obiettivo di un salto qualitativo nelle performance del sistema (servizio, costo, produttività, qualità) del + 30/40% rispetto alla tradizione.

Nel momento in cui il sistema organizzativo – manageriale diventa il principe dei fattori differenziali, divenuti indispensabili all’accrescimento della competitività, le risposte strutturali da sviluppare devono:

  • contare sulle spinte verso il cambiamento (vision e organizzazione);
  • trasformare la logica gestionale dal “sistema deterministico” (one-best-way) al “sistema discrezionale” (imparare ad imparare);
  • stimolare la gestione integrata;
  • diffondere i principi di “lean organization”
  • focalizzare l’attività sulla soddisfazione del cliente e, dunque, sulla gestione dei processi.

Il tutto attraverso una gestione che si basa sulla capacità di un reale apprendimento collettivo e sulla diffusione di nuove professionalità, che operano nella reingegnerizzazione dei processi e delle infrastrutture organizzative, nel change management, nella gestione strategica del costo e del prezzo.

Capacità che vedono proprio nella formazione una delle leve strategiche prioritarie per l’azienda e nel know-how esterno all’impresa, specie consulenziale, uno degli strumenti imprescindibili per un simile compito.

Tale sforzo di crescita e sviluppo culturale collettivo richiede investimenti, esperienze, programmi e formatori/consulenti esperti.

Il segreto sta nella realizzazione estesa e nella rapida diffusione della nuova professionalità richiesta, sia con l’uso di nuove tecniche organizzative e formative, sia mediante un radicale intervento culturale.

La condizione indispensabile per il successo di questo nuovo impianto è rappresentata dalla reale capacità di apprendimento delle risorse umane che vivono il sistema economico contemporaneo.

Per svilupparne l’efficacia e l’efficienza, bisogna conoscere come dotare il riassetto organizzativo e come formare le nuove figure professionali richieste dal mercato. la combinazione di questi procedimenti esige esperienza, cultura e predisposizione all’apprendimento. senza contare che i mutamenti di enorme impatto richiedono qualcuno che sappia “cosa fare” e che sia in grado di mostrare “come farlo”.

In conclusione, formazione e consulenza possono diventare fattori strategici di sviluppo e innovazione. la differenza significativa per il raggiungimento di reali vantaggi sta nella capacità di gestire e valorizzare le risorse umane e questo può avvenire solo attraverso la formazione, volta a un miglioramento e un aggiornamento costante di conoscenze e competenze.

Luca Masieri

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto studi direzionali

Area Formazione