Gli interventi di formazione e sviluppo rappresentano da sempre uno strumento essenziale che accompagnano i progetti di cambiamento e incremento del know how aziendale, ma le risorse che le aziende destinano alla formazione sono spesso modeste se non nulle. Per le aziende, in un’ottica di Life long Learning, la formazione è volta a potenziare la capacità di adattarsi ai cambiamenti tecnologici e organizzativi, potenziando e qualificando le competenze professionali dei lavoratori. La formazione può essere uno strumento nelle mani del management il cui corretto utilizzo può rappresentare una garanzia di funzionamento, ma per poter essere uno strumento qualitativamente stimabile è necessario effettuare una puntuale analisi dei fabbisogni formativi aziendali, capire esattamente il tipo di formazione da erogare, quali debbano essere i destinatari e come somministrarla in funzione degli obiettivi prefissati.

Per finanziare gli interventi formativi sempre più imprese italiane fanno ricorso ai fondi interprofessionali. Il trend crescente delle imprese aderenti ai fondi interprofessionali è confermato dall’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL) che nel XVI Rapporto sulla formazione continua ha registrato nell’ottobre del 2015 circa 930 mila imprese aderenti ai Fondi e circa 9,6 milioni di lavoratori. In molti territori e in alcuni ambiti settoriali si è vicini alla piena copertura dell’universo delle imprese attive. A partire da 2004 i Fondi Interprofessionali hanno gestito complessivamente circa 5,2 miliardi di euro, per una media annuale che si attesta intorno ai 450 milioni l’anno.

Viene confermato il processo di concentrazione delle risorse in pochi Fondi, i primi tre per raccolta sono Fondimpresa, For.te e Fondo Banche Assicurazioni che assorbono il 68,4% delle risorse.

Per quanto riguarda le metodologie formative, l’aula rappresenta l’ambiente di apprendimento nel 76,4% dei piani, affermandosi di gran lunga il più utilizzato, ruolo crescente è assunto dal training on the job con l’8,4% e l’autoapprendimento mediante formazione a distanza col 5,5%. Circa la durata e la struttura dei percorsi formativi il 73% dei progetti prevede percorsi con una durata massima di 16 ore ed è prevista solo attività di formazione standard nel 95,9% dei casi. Si evidenzia, infatti, una scarsa presenza di servizi aggiuntivi alla formazione, quali il bilancio di competenze presente solo nell’1,6% dei progetti o l’orientamento nell’1%. I dati del monitoraggio ISFOL registrano un significativo incremento delle attività formative, i piani formativi aziendali rappresentano la maggiore percentuale di quelli approvati rispetto ai piani formativi individuali, finanziati attraverso i voucher, benché gestibili più agevolmente.

Una formazione di qualità e senza costi per l’azienda è possibile attraverso l’utilizzo dei Fondi Interprofessionali per la Formazione Continua e l’impatto che essa ha sulle aziende è evidente sia nel breve che nel medio-lungo periodo quale incremento del know how e della produttività. La formazione crea valore aggiunto nel momento in cui l’azienda le dà continuità con la diffusione della cultura dell’apprendimento, dell’informazione circolare e dell’accesso alle risorse conoscitive interne, estendendola a tutti i livelli aziendali, sarà così possibile convogliare le energie e le risorse dei singoli lavoratori nel raggiungimento dei risultati prefissati e attesi.

04Dott.ssa Genni Matera

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto Studi Direzionali

Area Formazione Finanziata