competizione

Una questione organizzativa importante, spesso sottovalutata, è il confronto/scontro tra Collaborazione e Competizione.

Entrambi gli aspetti sono di certo conosciuti ed applicati nei contesti lavorativi ma vissuti quasi in modo contrapposto, al punto che se sussiste l’una, l’altra sembrerebbe pregiudicata e viceversa.

Eppure una sana gestione delle risorse umane ed una corretta comprensione delle dinamiche lavorative dovrebbero farsi carico di questa dicotomia, che dicotomia non è. Vediamo in che modo:

La Collaborazione è certamente un principio di sana gestione interna di un gruppo, il principio di solidarietà tra colleghi che aiuta le prestazioni dei lavoratori nella massimizzazione di obiettivi comuni; un approccio di reciprocità e di empatia utile alla finalizzazione di un obiettivo complesso che richiede ruoli, capacità e competenze differenti e tutte necessarie.

La Competizione è altrettanto importante perché esalta il concetto della meritocrazia, un principio sempre più descritto ed analizzato perché esalta il concetto del miglioramento individuale, esplicita la spinta verso la propria crescita professionale, evidenzia gli aspetti relativi alla desiderata crescita retributiva o di mansioni all’interno di una struttura aziendale o organizzativa.

Ed ora il quesito è come far conciliare queste due componenti: in massima sintesi, potremmo dire che la Collaborazione costituisce l’humus necessario, la Competizione la spinta verso il miglioramento, ma analizziamo meglio.

Affermare e mettere in pratica la Collaborazione significa consentire l’applicazione di condizioni di trasparenza, di pari accesso alle informazioni, di pari possibilità per tutti, di crescita e di confronto.

La Competizione invece diventa il meccanismo più individuale per esaltare la propria eccellenza ed il contesto organizzativo deve spingere verso una maggiore e migliore prestazione da parte del collaboratore; ma si può parlare anche di Competizione di gruppo nella situazione in cui ciascuno, sviluppando un proprio percorso, contribuisce all’aumento delle conoscenze e delle prestazioni dell’intero gruppo.

In questo confronto tra collaborazione e competizione devono scattare meccanismi di gestione, da parte di un leader o  responsabile che dovrebbe esaltare entrambe le qualità, miscelando il clima di collaborazione ad un sistema premiante che motivi la competizione.

Una sorta di equidistanza rispetto alle due componenti: creare un clima di apertura, di facile accesso al contributo, unito al messaggio di stimolo a “Dare di più”; ne consegue che il leader dovrebbe allo stesso tempo dare merito alle performance individuali e gratificare le prestazioni che esaltano lo spirito di collaborazione e siano di reale aiuto per tutti.

Importante strumento a disposizione del coordinatore, rimane sempre quello di confrontarsi con ciascun componente del gruppo, in modo diretto, individuale, direi personalizzato; questo al fine di raccogliere i suggerimenti e le perplessità in modo “protetto” e cogliere gli spazi non esplorati, i molteplici “non detti”, mine pericolose per la realizzazione di qualsiasi obiettivo, individuale o collettivo che sia.

Affrontare individualmente ciascun collaboratore significa motivarlo con parole e comportamenti adattati al caso, esulando dalla dinamica complessiva aziendale.

Si pone qui fortemente l’antico conflitto tra la Prestazione e la Partecipazione, ossia tra la necessità di ottenere prestazioni di alto livello e sempre più efficienti e dall’altro l’esigenza di mantenere un sano benessere organizzativo, un’atmosfera di aperta inclusione alle differenti sensibilità di chi lavora.

Un conflitto, anch’esso vero fino ad un certo punto; basterebbe comprendere che la prestazione è spesso il frutto di una Buona partecipazione, ossia il lavoratore dà il meglio di sé grazie ad un clima aperto ai contributi nuovi ed innovativi.

Così come una Buona Partecipazione è resa tale proprio da prestazioni performanti, ossia dagli sforzi individuali che oltre alla esaltazione della eccellenza di una prestazione, apporta “empowerment” per tutto il gruppo che ne beneficia in termini di autogratificazione e senso di evoluzione aziendale ed organizzativo.

Ed allora, Buona Competizione collaborativa o se preferite, Buona Collaborazione competitiva!

Giulio Mitolo

Progettista, Facilitatore e Formatore