L’assaggio di grafologia continua…

Come vi ho accennato nel mio ultimo post, l’assaggio di grafologia continua passando in rassegna alcune tra le principali categorie di segni grafologici. Ad ogni segno corrispondono specifiche indicazioni di caratteristiche psicosomatiche.
Iniziamo con la pressione: strettamente collegata all’energia con cui l’individuo affronta le situazioni difficili e il mondo. Tanto più forte è la pressione che lo scrivente utilizza con la penna sul foglio, tanto più avremo una scrittura ispessita. Si tratta di persone d’azione, combattive, tenaci, aggressive che non si lasciano influenzare da eventi avversi. In opposizione, una pressione leggera darà origine ad un tipo di scrittura più fluida e non congestionata: questi individui hanno una percezione amplificata dell’intensità degli eventi, per affrontare gli ostacoli necessitano di recuperi di energia.
Con la categoria del calibro grafico indichiamo la dimensione delle lettere. Possiamo avere tre differenti tipi di scrittura: 1. con calibro GRANDE, vale a dire una scrittura dai 5 mm in su. Moretti definisce questa tendenza alla dilatazione del sentimento dell’io come una “tendenza alla esagerazione tanto circa le qualità intellettive, quanto circa le disposizioni affettivo -attive ; 2. con calibro PICCOLO (sotto i 2 mm) indice grafologico della tendenza ad una ricca e dettagliata visione della realtà; 3. con calibro MEDIO (2-3 mm) segnala un giusto equilibrio tra l’oggettività del reale e la gratificazione dell’Io.
Dobbiamo inoltre prendere in considerazione la scorrevolezza del tratto, indice di quanto il soggetto partecipi alla vita o ne sia distaccato. Una scrittura che non presenta inceppamenti o  accumuli di inchiostro corrisponde ad una valutazione equa della realtà abbinata ad un giusto senso delle cose. Al contrario se riscontriamo macchioline sparse e congestioni del tratto, siamo di fronte ad una personalità  molto emotiva con eccessivo coinvolgimento.
Categoria interpretativa importante per la comprensione della personalità è il curva/angolosa: il tratto curvilineo è segno di adattamento, di socialità, della persona “aperta” : la scrittura appare morbida, tondeggiante e priva di angoli. Il tratto angoloso invece è indice di tensione e di aggressività: la scrittura è spigolosa, solitamente senza ondeggiamenti, sintomo di una tendenza a dominare le cose.
La scrittura può avere una differente inclinazione: può presentarsi dritta, cioè perpendicolare rispetto al rigo di base, o pendente a destra (segno Pendente)  o pendente a sinistra (segno Rovesciata). In un certo senso, l’inclinazione grafica è indice di dove l’individuo pone il suo centro di gravità: dentro di sé o fuori di sé. La scrittura dritta o leggermente inclinata mantiene il centro di gravità dentro se stessa, vale a dire l’individuo pone le basi del suo rapporto con il mondo all’interno dell’Io. Quando aumenta progressivamente la spinta a destra, il centro di gravità si sposta dall’interno all’esterno. L’inclinazione a sinistra invece segnala che il bisogno di relazionarsi al mondo esterno si attiva attraverso contraddizione e dispettosità.
In una scrittura può esserci largo o stretto tra parole: si riconosce proprio valutando lo spazio, il distacco lasciato tra una parola e l’altra. E’ indice della capacità critica di uno scrivente: ipocritica, ipercritica o critica equilibrata in base all’intensità del segno.
Concludiamo con l’accuratezza grafica e l’organizzazione della scrittura.
Trattasi di una categoria piena di segni: passiamo da una scrittura sciatta ad una grossolana, passando per una spontanea fino ad arrivare ad un’accurata compita, studio o artificiale. In sintesi una grafia sciatta è trasandata, disordinata, le lettere sono molli e cascanti: il soggetto non ha una buona organizzazione mentale e non riesce ad affrontare con grinta e determinazione i problemi. È accurata spontanea quando vi è un controllo spontaneo del movimento e vige l’armonia delle forme letterali: il soggetto ha un’intelligenza intuitiva, una buona programmazione mentale e vivacità nel rispondere agli stimoli. Il grafismo ricercato e talvolta artificioso con una totale assenza di scorrevolezza e fluidità sono caratteristiche dell’accurata studio: queste persone  possiedono un’esattezza minuziosa nell’esecuzione, hanno capacità mnemoniche molto sviluppate  e un’attenzione pronta, meticolosa ma non spontanea.
Lungi dall’essere una lista esaustiva e approfondita, bensì una piccolissima panoramica non completa, tengo molto a sottolineare  il seguente concetto: nell’analisi grafologica di personalità è di estrema importanza la combinazione dei diversi segni individuati in una data scrittura, così come altra chiave di lettura è il grado di ogni segno grafologico (inteso come quantità del segno che viene accuratamente misurato dal grafologo). Tutti i segni si collegano tra loro come in un puzzle, ad ogni singolo pezzo verrà dato il giusto posto e l’importanza adeguata, per dar luce ad una corretta visione d’insieme che corrisponde alla personalità dell’individuo.

 

Teresa Pistillo

Consulente grafologico peritale giudiziario e dell’età evolutiva