Anche se con un po’ di ritardo, le pillole di grafologia continuano proprio come promesso.

Oggi farò una panoramica dei suoi molteplici settori di applicazione. Parto col ribadire che la grafologia, in quanto  disciplina che si occupa della scrittura sotto tutti i punti di vista, ci aiuta a risalire, attraverso il suo studio, non solo allo stato fisico e mentale di chi ha prodotto lo scritto ma, anche, a dare anche un valido contributo a numerosi ambiti.

Lo scorso dicembre ho partecipato ad un convegno sul rapporto tra grafologia e neuroscienze: è stato illustrato il primo studio sull’analisi della scrittura nella valutazione del deterioramento cognitivo. Anche l’apporto alla medicina è notevole. La medicina infatti studia tramite la patologia i motivi e i modi per i quali e nei quali qualcosa non funziona nell’organismo. Allo stesso modo la grafologia sta portando avanti ricerche assai interessanti circa le alterazioni dello scrivere e l’osservazione empirica.  Un esempio è lo studio del Professor D’Agostino che mette a confronto le scritture di soggetti con ictus ischemico e quelle appartenenti a soggetti sani.

La scrittura, come sottolineato nei post precedenti, mette in luce le potenzialità globali del soggetto, diventa perciò un mezzo utile per l’indagine conoscitiva della personalità. Tanto in psicologia che in criminologia, così come nel più vasto ambito giudiziario proprio attraverso vere e proprie perizie, l’analisi della grafia fornisce un supporto efficace a psicologi, avvocati, criminologi e giudici.

Un risvolto interessante è l’applicazione della grafologia all’ambito lavorativo: incanalare le vere potenzialità di ogni individuo è indispensabile per il suo benessere e quello della società in genere. Pertanto l’analisi della scrittura, in fase di colloquio conoscitivo con un’azienda ad esempio, rivela le caratteristiche del soggetto e riesce ad aiutare chi si occupa di risorse umane, ad assegnare il ruolo giusto alla persona giusta.

Allo stesso modo la scrittura può essere utile strumento di orientamento per giovani e adolescenti. La pubertà, come si sa, è caratterizzata da tumulti, improvvise tempeste: in questa fase la scrittura può fare da occhio vigile e attraverso l’analisi dei segni grafologici, possiamo scoprire ad esempio le tipiche fasi di stanchezza psicofisica che, in adolescenza, spesso mettono in serio pericolo il profitto scolastico. Non solo: analizzando le grafie dei giovani adolescenti si può cogliere il reale patrimonio potenziale che preparerà l’uomo futuro e creando ad esempio uno sportello di orientamento già nelle scuole superiori, la scrittura può “consigliare” la giusta facoltà a cui iscriversi o il lavoro più pertinente.

Ma l’utilizzo della grafologia parte già dalla primissima infanzia: pensiamo all’esame degli scarabocchi dei bambini o dei primi disegni. Sarà proprio questo il tema che approfondirò nel mio prossimo post.

 

 

Teresa Pistillo

Consulente grafologico peritale giudiziario e dell’età evolutiva.