Osservando il paesaggio siciliano, le aziende agricole sono caratterizzate dalla presenza delle cosiddette “serre” che rappresentano il principale mezzo di coltivazione per questa regione.

La serra è un sericoltura“Ambiente tradizionale protetto da una copertura trasparente in vetro o in plastica e spesso anche riscaldato, adibito alla coltivazione, in condizioni climatiche particolari, di ortaggi o fiori”.

La loro costruzione, da parte degli agricoltori siciliani, nasce proprio dalla necessità di proteggere i prodotti orticoli – pomodori, melanzane, zucchine e peperoni – dalle intemperie e dai fenomeni atmosferici, per cui nel corso degli anni si è sfruttato dapprima un sistema di protezione utilizzando le pale di fico d’India, per poi passare alle “cannizzate” e, infine, intorno ai primi anni Sessanta, all’adozione della classica serra costruita con la plastica.

La sericoltura, attualmente si trova ad affrontare un processo di cambiamento e di innovazione continuo grazie anche alle nuove tecnologie che vengono applicate in campo agricolo. Si sente sempre più spesso parlare di “colture protette con sistemi fuori suolo”, definiti anche coltivazione idroponica, che descrive tutti quei sistemi di coltivazione condotti al di fuori del terreno e che utilizzano l’acqua come veicolo di sostanze nutritive per le piante. La coltivazione si svolge prevalentemente in serra, dove le piante sono coltivate su substrati, canalette di coltura o vasche di coltura appoggiate sul terreno, attraverso un’attenta gestione della soluzione nutritiva (acqua + sali minerali).

Le motivazioni che portano al fuori suolo sono molteplici, tuttavia, la ragione principale è che rappresenta una innovazione in grado di consentire un efficace controllo per la  qualità  delle  produzioni  e  la  diminuzione  degli input  produttivi  in  termini  di  acqua,  nutrienti  ed energia e quindi una maggiore consapevolezza nei confronti della minimizzazione dell’uso di geo-sterilizzanti  e  fitosanitari e l’uso efficiente dei concimi e la migliore gestione della nutrizione della pianta. Per cui questo tipo di coltura, risulta essere quella più efficace in grado di rispondere in ogni modo alle esigenze di coltivazione e di mercato in termini di qualità e sicurezza alimentare.

L’introduzione di tecniche colturali innovative in aggiunta alla ormai convalidata metodologia di certificazione e di tracciabilità dei processi produttivi e dei prodotti, rappresenta sicuramente un passo avanti per l’impresa agricola delle serre su cui conviene investire in quanto le colture protette specializzate, rappresentano al giorno d’oggi un comparto fra i più intensivi dell’agricoltura in fase di cambiamento e di rivoluzione.

Giovanna Traina

Management Academy Sida Group

Area Agroalimentare

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