Marketing strategico

Dobbiamo innanzitutto chiederci quali sono oggi le carte vincenti del settore vitivinicolo italiano, per lo sviluppo dell’azienda.

La prima risposta è legata al marketing strategico del vino. Oggi si parla principalmente di marketing esperienziale, sempre più adottato dalle aziende, ma non abbastanza. Ci sono alcuni esempi in Italia di aziende vitivinicole, soprattutto nel nord, che investono in strategie strutturate di marketing e comunicazione, per far comprendere alle platee internazionali il valore del prodotto vino italiano.

Il prodotto vino, infatti, è fortemente legato al suo territorio di origine, allora perché non puntare tutto sulla “sensazione” che il cliente, esperto e non,  può ricevere acquistando una bottiglia di vino.

Linee guida

Innanzitutto dove si acquista la bottiglia: al supermercato, in enoteca o direttamente in azienda.

In ogni caso, l’immagine del territorio è fondamentale per determinare il comportamento d’acquisto. L’approccio al vino è, infatti, cambiato: non è più legato al cultura del cibo in tavola, quindi vino come alimento, ma il vino è considerato un bene edonistico, portatore di valori e di “esperienze”.

Certamente l’esperienza va trasmessa, fatta comprendere, al fine di essere condivisa con una domanda consapevole. Cioè, non tanto cosa c’è dentro quelle bottiglia (e qui si dà per assodato che la qualità del vino italiano sia ormai riconosciuta in tutto il mondo), ma cosa c’è dietro?

Questo concetto non si può che esprimere con opportune strategie di marketing e comunicazione, da attività di hospitality, percorsi del gusto in cantina ed in vigneto, incontri che promuovano l’arte e l’enoturismo, eventi a tema ed incontri culturali, fino ad arrivare all’espressione, sullo scaffale, dell’ “identità del vino” attraverso la sua etichetta.

Vediamo allora cosa inserire nel marketing mixer di un’azienda vitivinicola, prendendo la best practice di una grande realtà veneta.
Oltre al trade marketing e a tutte le attività connesse al mondo della GDO e della ristorazione, si inseriscono inoltre le strategie di comunicazione come il co-marketing (cooperative marketing) e le sponsorship che costituiscono un canale privilegiato per interloquire con consumatori appartenenti alla fascia luxury. Rimangono infine le Pr, le pubbliche relazioni, sempre più protagoniste dal momento che allo stato attuale del mercato diventa necessario trovare una forma di relazione non solo con giornalisti e wine lover, ma anche con i consumatori generici, ad esempio con i wine club, uno spazio dove poter fare un’esperienza a tutto tondo del vino.

 

Dott.ssa Rosaria Mestichelli
Management Academy Sida Group
Area Agroalimentare