Le sfide della moderna agricoltura sono incalzanti e fondamentali per il futuro di tutti noi. Secondo la Banca Mondiale, entro il 2050 dovremo produrre il 50% di cibo in più per sfamare la popolazione del pianeta.

Per far fronte a questo scenario, urge una transizione verso un modello di agricoltura maggiormente sostenibile e innovativa, puntando sulle chiavi della ricerca e della tecnologia, detta anche Agricoltura 4.0.

Che cosa s’intende per agricoltura 4.0? Si tratta di una sorta di agricoltura di precisione evoluta, che punta a produrre di più con meno, cioè con meno risorse, senza sprechi e nel rispetto dell’ambiente. L’evoluzione è dettata dall’inserimento delle tecnologie digitali in grado di collegare in un’unica rete e con flussi di informazioni bidirezionali le macchine in campo, l’imprenditore agricolo e gli altri attori coinvolti nel processo produttivo.

Le innovazioni apportate a questo settore avranno forti conseguenze non solo in termini di sostenibilità ambientale, ma anche in termini occupazionali. Infatti, gli innesti tecnologici saranno il motore che guida i giovani in questo comparto, notoriamente affetto da seri problemi di ricambio generazionale.

Inoltre, si affacceranno nuove figure professionali nel mercato agricolo, in grado di far coesistere la preparazione agronomica con l’informatica e la biochimica. È importante investire nella formazione di tali figure professionali, prima assenti sul mercato, ma che oggi si rendono indispensabili per divulgare queste tecniche agricole.

Purtroppo queste tecnologie risultano ancora costose per la maggior parte degli agricoltori, soprattutto per i più piccoli e l’accesso a Internet è ancora molto limitato nelle aree rurali dell’Unione (frenando l’utilizzo dei Big Data). Per questo l’Ue sta spingendo per una rivoluzione digitale nel settore agricolo sostenendo azioni specifiche e offrendo incentivi finanziari alle aziende agricole.

Non a caso molte sono le misure dedicate alla filiera agricola e agroalimentare all’interno del piano nazionale Industria 4.0, tra cui:

– Accesso delle imprese agricole, contoterzisti e agroindustria alle misure di sostegno agli investimenti come iperammortamento al 250% e superammortamento per acquisto di tecnologie 4.0;

– Investimenti per favorire l’accesso delle imprese alla banda ultralarga, in coordinamento con le risorse per tali infrastrutture comprese nei fondi europei agricoli;

– Azzeramento del costo della garanzia primaria Ismea per le imprese agricole, attraverso un plafond dedicato nell’ambito del rifinanziamento del Fondo di Garanzia Mise;

– Rilancio e estensione dei contratti di sviluppo anche per le imprese agricole e la filiera agroalimentare;

– Potenziamento della ricerca agricola e agroalimentare con il Crea.

Gli obiettivi del governo sono ambiziosi, tanto che si parla di far crescere le tecnologie di precisione in agricoltura e arrivare al 10% delle superfici coltivate con queste innovazioni entro il 2021. L’Agricoltura 4.0 apre la porta ad un mondo di sfide e di opportunità. Bisogna vedere se saremo in grado di coglierle.

Dott.ssa Vilma Mazzocco

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto studi direzionali

Area Strategia, Sviluppo Organizzativo e FAD