Pochi mesi fa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha reso disponibile i dati relativi ai rischi emergenti legati al consumo di prodotti alimentari in Europa, allo scopo di tutelare i consumatori nella gestione del rischio alimentare ed essere d’aiuto nell’adozione di politiche di prevenzione tempestive.europea-de-seguridad-alimentaria-efsa

La pubblicazione “Emerging Risks Exchange Network Report 2015”, disponibile on line, nasce da dieci anni di studi e consulenze tecniche – scientifiche prestate da esperti. Ad essa collaborano 22 Stati Membri, la Commissione Europea, la Food and Drug Administration Americana (FDA), l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

I PAESI COINVOLTI NEL REPORT EFSA

Il Rapporto riguarda 22 paesi dell’Unione europea, a cui si sono aggiunte Svizzera e Norvegia. I rischi alimentari da tenere in considerazione sono stati classificati in specifiche categorie, in base alla natura del pericolo: dai contaminanti chimici ai pericoli microbiologici, dalle nuove tendenze di consumo alla presenza di biotossine e allergeni.

I 13 RISCHI ALIMENTARI DEL RAPPORTO EFSA 2015

    1. Intossicazione legati al consumo di barbabietole crude in Francia: tra il 2014 e il 2015 sono stati rilevati diversi focolai in Francia legati al consumo di barbabietole crude, che ha anche coinvolto un’intera scolaresca in prossimità di Tolosa di 90 alunni. Le analisi batteriologiche hanno rilevato alte concentrazioni nella barbabietola di Pseudomonas fluorescens (> 106 cfu/g nella barbabietola intera e in quella grattugiata), microrganismo che cresce bene in condizioni di refrigerazione. Si è ipotizzato che la matrice di barbabietola (ad alto contenuto zuccherino) potrebbe svolgere un ruolo importante nell’attivazione nei batteri produttori di tossine, come Pseudomonas o altri.
    2. Aumento della presenza di Vibrio spp nelle acque del Nord e rilevamento della tetrodotossina (TTX) nei molluschi bivalvi nel Regno Unito: contrariamente a quanto si pensava in precedenza, nel 2015 ricercatori hanno segnalato il primo rilevamento di TTX nei molluschi bivalvi europei. Vibrio spp è stato segnalato per essere associato con la produzione di TTX e batterio responsabile, a contatto con l’uomo, di gravi patologie. A causa del possibile aumento della temperatura della superficie del mare nei prossimi decenni, si potrebbero ipotizzare crescenti condizioni favorevoli per la proliferazione di Vibrio nelle acque europee.
    3. Identificazione di un nuovo virus influenzale putativo in bovini e suini in Belgio: un presunto nuovo virus influenzale, isolato in suini e in bovini, sta circolando negli allevamenti bovini in Francia, oltre a trasmettersi e moltiplicarsi in modo efficiente nei furetti, modello animale di riferimento per lo studio dell’influenza negli esseri umani. Ciò significa che il virus sarebbe in grado potenzialmente di infettare anche gli esseri umani.
    4. Consumo di noccioli di albicocca amari in Grecia: noccioli di albicocca amari contengono una quantità elevata di amigdalina, un glicoside cianogenetico che durante la digestione libera acido cianidrico (cianuro) altamente tossico. Nel caso di un consumo eccesivo di noccioli, l’acido cianidrico potrebbe bloccare importanti enzimi della respirazione cellulare e, in casi estremi, provocare un’asfissia cellulare.
    5. Aumento dei livelli delle micotossine deossinivalenolo e zearalenone in Italia: l’ Autorità Europea ha disposto in merito esami appositi dopo aver trovato tracce superiori ai livelli consentiti di deossinivalenolo e zearalenone, nel mais e negli alimenti zootecnici, usati come mangime soprattutto per i suini. Il rapporto dovrebbe completarsi a fine anno.
    6. Dermatite dovuta al consumo di funghi shiitake crudi o poco cotti in Francia:untitled il shiitake è un fungo commestibile, coltivato inizialmente in Giappone e in Cina, attualmente venduto sul mercato europeo. Il consumo di shiitake, nonostante il rischio non riguardi una vera e propria intossicazione alimentare, può provocare l’insorgenza di un eritema flagellato, i cui sintomi includono eruzioni cutanee, lesioni orticarioidi su tronco, braccia e gambe.
    7. Salmonella Infantis rilevata in percentuali crescenti nella carne di pollo in Croazia: il sistema di monitoraggio nazionale della Croazia ha registrato un elevato numero di campioni positivi a Salmonella Infantis, pericoloso batterio che si sviluppa in particolare sulla pelle dell’animale.
    8. Presenza di enterobatteri zoonotici produttori di carbapenemasi in Finlandia: la comparsa e la diffusione di batteri carbapenemasi produttori, spesso legata a uno scorretto impiego di antibiotici, è considerata un’importante minaccia per la salute pubblica visto che queste infezioni sono associate ad un aumento di morbilità, mortalità e dei costi di assistenza sanitaria.
    9. Riso artificiale con plastica made in Cina: sin dal 2011, nella provincia dello Shaanxi, in Cina, viene prodotto ed esportato riso formato in parte da materie plastiche che rischia, secondo alcune fonti, di essere commercializzato in tutta l’Asia. Il riso è prodotto utilizzando un mix di patate, patate dolci e plastica, in forma di grani e aggiungendo, in seguito, resine sintetiche industriali.
    10. Focolaio di pseudotubercolosi nel latte crudo in Finlandia: ben 55 sono le persone che hanno manifestato sintomi di pseudotubercolosi, una patologia scatenata dal batterio Yersinia Pseudotubercolosis presente appunto nel latte crudo.
    11. Fieno impiegato come alimento o additivo alimentare in Austria: l’utilizzo di fieno come alimento o ingrediente alimentare è in aumento in Austria. E’ stato dimostrato come il fieno possa essere talvolta veicolo di batteri e muffe, in particolare in assenza di riscaldamento.
    12. Frullati verdi in Germania con presenza di acido ossalico:acido i frullati ottenuti con vegetali di colore verde possono contenere quantità molto elevate e concentrate di acido ossalico, il cui consumo eccessivo potrebbe causare, tra gli altri, problemi alle vie urinarie.
    13. Presenza di bisfenolo F nella senape in Svizzera: in alcuni casi, nella senape comunemente in commercio, i valori di bisfenolo F superavano quelli medi. Ciò nonostante l’EFSA ha momentaneamente sospeso la decisione se considerarlo o meno un rischio emergente.

Attendiamo aggiornamenti circa i nuovi sviluppi legati ai rischi alimentari del prossimo anno.

Ivana Airoldi

Foodblogger e Ambasciatrice dell’Accademia Italiana di Gastronomia Storica

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