Ad oggi, i Fondi Paritetici Interprofessionali risultano essere uno degli strumenti finanziari più efficaci a disposizione delle aziende che intendono investire sulla formazione e sull’aggiornamento dei propri dipendenti, in particolare in un periodo di crisi e di contrazione del lavoro come quello che le imprese stanno vivendo da ormai un decennio.

Il concreto rischio di perdere competitività nel proprio settore di appartenenza e, conseguentemente, quello di subire l’ascesa di competitors sempre più preparati, ha indotto le aziende più lungimiranti e attente all’andamento dei mercati ad adottare contromisure precise ed efficaci al fine di mantenere posizionamento e brand reputation.

Istituiti dalla Legge 388/2000, i Fondi Paritetici Interprofessionali sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali e consentono la formazione continua dei dipendenti delle aziende di tutti i settori, le quali possono scegliere di destinare una quota pari allo 0,30% dei contributi previdenziali versati all’INPS per il finanziamento di percorsi formativi e di aggiornamento dei lavoratori.

Aderendo ad un Fondo Interprofessionale, l’azienda ha immediatamente accesso alle attività formative per i dipendenti tramite Avvisi e Bandi Pubblici che stabiliscono le singole modalità di fruizione. I piani formativi possono essere organizzati su scala aziendale, territoriale o settoriale e le imprese possono dunque scegliere se aderirvi in forma associativa o singolarmente.

I progetti che possono accedere al finanziamento da parte dei Fondi Interprofessionali, infatti, possono essere suddivisi in tre macro-tipologie:

1) con un Progetto Aziendale l’impresa può chiedere il finanziamento di un percorso formativo destinato ai propri dipendenti, da svolgersi in azienda sulla base di un’analisi dei fabbisogni interna condotta autonomamente o da un Ente esterno;

2) con un Progetto Individuale o Voucher Formativo l’impresa può finanziare per i suoi dipendenti l’acquisto di seminari, master, workshop e corsi a catalogo;

3) con un Progetto Territoriale o Settoriale l’azienda, insieme ad altre imprese che dovessero palesare le medesime esigenze, può usufruire di progetti formativi organizzati da Enti e Associazioni che rispondono alle proprie necessità.

Due, invece, sono le modalità con le quali l’azienda beneficiaria (in base al funzionamento e alla regolamentazione dei singoli Fondi Interprofessionali) può utilizzare le risorse:

1) con un Conto Formazione Aziendale l’impresa ha la possibilità di utilizzare la quota accantonata dello 0,30% per ciascuna busta paga al fine di progettare attività formative in linea con i propri fabbisogni formativi e in collaborazione con Enti esterni;

2) in relazione alla propria Classe Dimensionale l’azienda è in grado di accedere direttamente ad un importo stabilito a Bando, il quale viene garantito ogni anno e aggiornato in base al numero di dipendenti in forza all’azienda al momento della presentazione del progetto.

Fra i più importanti Fondi Paritetici Interprofessionali attivi a livello nazionale si segnalano:

FONDIMPRESA (Fondo per lavoratori delle Imprese Industriali);

FONDIRIGENTI (Fondo per i Dirigenti Industriali);

FOR.TE (Fondo per i lavoratori del Commercio, del Turismo, dei Servizi e dei Trasporti);

FONDIR (Fondo per i Dirigenti del Terziario);

FONARCOM (Fondo per i lavoratori del Terziario, Artigianato e PMI);

FONDARTIGIANATO (Fondo per lavoratori delle Imprese Artigiane);

FOND.E.R. (Fondo per Enti Ecclesiastici, Fondazioni e aziende di ispirazione religiosa);

FON.COOP (Fondo per la formazione continua delle Imprese Cooperative);

FBA (Fondo Banche Assicurazioni);

FONSERVIZI (Fondo per la Formazione Continua nei Servizi Pubblici Industriali);

FONDOPROFESSIONI (Fondo per la formazione continua negli Studi Professionali);

FON.TER (Fondo per i lavoratori del Terziario).

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Investire nella formazione rappresenta per le aziende un tassello fondamentale nella costruzione di un’economia della conoscenza. In una strategia di Lifelong Learning, la formazione continua eleva la qualità delle competenze dei lavoratori e delle organizzazioni, con un duplice fine: da un lato rappresenta il modus operandi con cui il lavoratore riesce ad aumentare le sue competenze oppure a reindirizzarle in settori diversi, aumentando al tempo stesso anche la propria capacità di ricollocazione nel mondo del lavoro. Dall’altro, la formazione ha un impatto immediato anche sulle aziende, ampliando il know how a disposizione e accrescendone la produttività, sia nel breve che nel medio-lungo periodo.

Lo straordinario risultato della rivoluzione attuata dal Lifelong Learning è dato dalla contaminazione tra le conoscenze acquisite attraverso la formazione e quelle derivanti dell’esperienza di vita quotidiana (Experiential Learning).

Il Lifelong Learning ha una sua estensione ed una naturale conclusione, rappresentata dal Lifewide Learning (istruzione e formazione che abbracciano tutti gli aspetti della vita), sottolineando il concetto per il quale la formazione possa aver luogo in tutti gli ambiti e in qualsiasi fase dell’esistenza. È in un tale contesto che uno strumento come quello dei Fondi Paritetici Interprofessionali trova coerente fondamento: la possibilità delle aziende di finanziare la propria crescita in qualsiasi momento e senza investimenti diretti risulta essere una delle vie d’uscita più efficaci dalla crisi economica, permettendo alle imprese di tornare a programmare gli obiettivi futuri con fiducia e positività.

Dott. Andrea Ricci

Management Academy Sida Group, ISD – Istituto Studi Direzionali

Divisione Formazione Finanziata